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Probabilmente non ne verrà mai a conoscenza, dato che da qualche settimana è stato espulso dal territorio italiano. Ma il cittadino indiano Ram Lubhaya, 43 anni, inizialmente ritenuto responsabile del tentato rapimento di una bambina di 5 anni a Scoglitti, è stato completamente scagionato da ogni eventuale accusa. Il gip Giovanni Giampiccolo, infatti, ha firmato nel pomeriggio di mercoledì la sentenza di non luogo a procedere. Il provvedimento era stato richiesto dal pm Chiara Bisello, lo stesso giudice che era diventato oggetto di minacce per la mancata convalida del fermo dell’indiano. I fatti risalgono al 16 agosto. A Scoglitti, frazione di Vittoria, viene segnalato un rapimento (con tentata fuga) di uno straniero, che aveva preso in braccio una bimba di 5 anni. Dopo il panico iniziale e il terremoto politico, a cui fa seguito l’invio degli ispettori a Ragusa per iniziativa del ministro della Giustizia Andrea Orlando, la questione man mano si sgonfia. Frutto di ripensamenti e nuove testimonianze. L’indiano, che aveva alle spalle un decreto di espulsione rimasto inattuato e qualche precedente penale, lascia il paese a metà settembre. Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Biagio Marco Giudice, “resta solo il rammarico di non potere informare il signor Lubhaya, che si è sempre dichiarato innocente. Sarà difficile per lui sapere che non si è proceduto nei suoi confronti”.

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