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Il cimitero di Santa Croce accoglie le salme di due migranti morti in mare

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“La Prefettura ha autorizzato la tumulazione dei due sventurati sconosciuti, segnati con i numeri 20 e 21 dell’elenco dei naufraghi, che erano stati messi nella cella frigorifera del nostro cimitero. Con un girasole e un nastro con i colori della bandiera italiana su ciascuna bara, la nostra comunità ha reso loro l’estremo saluto, quindi si è proceduto all’inumazione”. Così il sindaco Franca Iurato, sabato pomeriggio, ha annunciato la tumulazione delle due salme che il nostro cimitero aveva accolto, sempre su richiesta della Prefettura, giovedì sera. Si tratta di due dei ventinove cadaveri (10 uomini, un minorenne e 18 donne, tre delle quali incinte) arrivati giovedì nel porto di Pozzallo a bordo dell’imbarcazione «Charly Papa» della Guardia costiera. Una decina sono stati ospitati a Ragusa, tra cimiteri e obitorio dell’ ospedale, gli altri negli altri comuni iblei con la sola eccezione dei paesi montani e di Pozzallo che ha da tempo le celle frigorifere occupate dai tanti cadaveri sbarcati nel porto.

La magistratura aveva disposto l’ispezione cadaverica per tutti mentre le autopsie in programma sono cinque. A disporle il pm Valentina Botti su delega della Procura di Siracusa, firmata dal sostituto procuratore Andrea Palmieri.
Le salme sono state recuperate da un gommone insieme ad altre 150 persone. Non è la prima volta che il cimitero di Santa Croce si presta a tale scopo: “In due momenti diversi – spiega ancora il sindaco su Facebook – ne abbiamo già accolti quattro che riposano nel campo a sinistra del viale principale. Sono approdati nel nostro cimitero. Qui, da morti, hanno trovato posto e quella patria che gli è stata negata da vivi. Senza nome, con un numero per identificare la data e il naufragio: è quello che di queste vite resta”.

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