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Una città che si definisce a forte vocazione turistica non può permettersi di offrire siti abbandonati con rifiuti, gabinetti rotti e inaccessibili. L’esempio più eloquente è rappresentato dai bagni pubblici di via Don G.Balistrieri a Santa Croce Camerina. Abbiamo già scritto e rappresentato in passato le denunce fatte da alcuni cittadini (maggio 2015 ndr) riguardo le inefficienze e disservizi in cui riversano gli unici bagni pubblici presenti in paese… E allora qual è la novità? La novità è che nulla è cambiato, ma qualcosa è addirittura peggiorato. La situazione di degrado e di abbandono sembra aver raggiunto livelli che fino a qualche mese fa non erano neppure immaginabili: servizi igienici sgretolati, porte divelte, presenza di rifiuti e liquidi maleodoranti sul pavimento. Una vera e propria cloaca nauseabonda che ha causato la disapprovazione dei cittadini e le inevitabili critiche da parte dei fruitori abituali (anziani o frequentatori della piazza vicina), ma anche dei turisti che si trovano di passaggio, con inevitabili ricadute negative in termini di immagine oltre che rischi per l’igiene pubblica.

“Tutto questo – ammette con rammarico B.R., un cittadino che abita nei pressi dei wc pubblici – non solo dimostra che l’amministrazione comunale non ha mai amato e non ama la propria città, ma mi pare che l’abbia punita e odiata. Credo che un’amministrazione così fatta, se fosse rieletta, non potrà cambiare la sua indole e che quanto innanzi reclamato e osservato non può far altro che impoverire economicamente Santa Croce”. E ancora: “L’amministrazione Iurato non crede nel turismo. Per loro non è una priorità, altrimenti si renderebbero conto che situazioni come questa non sono in linea con una visione turistica della città che si amministra. Ultimamente, sono state spese migliaia di euro per manifestazioni “pre-elettorali” e non si è pensato a riparare i bagni divelti del centro storico con una spesa di poche centinaia di euro: questa è una vera umiliazione e una grande vergogna per i nostri cittadini”. Nonostante gli appelli degli abitanti, gli innumerevoli articoli scritti (anche su altre situazione ad es. “il muro del silenzio” della rotatoria tra la SP 36 che da Santa Croce porta a Marina di Ragusa e la SP 124) si vede solo un peggioramento, addirittura un abbandono di alcune strutture essenziali. Se è attendibile il detto che il bagno pubblico è lo specchio di un paese, a Santa Croce siamo combinati proprio male. Facciamo appello alle autorità di Pubblica Sicurezza comunale, affinché intervengano per quanto di loro competenza ad una auspicata risoluzione del problema.

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