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La grande guerra (1914-18): così è stata chiamata la guerra più sanguinosa dell’era moderna che ha coinvolto (per la prima volta) quasi tutta l’Europa. L’Italia entrò in quella contesa un anno dopo, nel 1915. Quest’anno ne ricorre il centenario. Migliaia di ragazzi dell’epoca versarono il loro sangue sulle montagne carsiche, dentro le trincee e spesso combattendo all’arma bianca. I corpi di parecchi di questi non ritornarono alle loro famiglie. Ebbene, sabato pomeriggio l’associazione “Combattenti e Reduci” della sezione di Santa Croce Camerina ha voluto ricordare quegli eventi tragici. Il neo presidente della locale sezione, il dott. Gaetano Farina, appena insediato, ha voluto ricordare a nome di tutti i combattenti la figura di un eroe camarinense: il capitano Raffaele Scala-Agnello. Lo ha fatto in pompa magna, scoprendo una targa in suo onore sulla facciata della sezione, in piazza Vittorio Emanuele II.

Nel discorso introduttivo Farina ha ricordato la figura del padre, il prof. Francesco, già presidente della stessa sezione che, come capitano del regio esercito, durante la seconda guerra mondiale, è stato fatto prigioniero in Albania dai nazisti e deportato in  Germania, vittima del furore cieco dei tedeschi. E’ stata altresì ricordata la figura del signor Giovanni Baglieri (era presente la figlia), anche lui catturato in Albania e deportato in Germania. Il sindaco Franca Iurato, che ha partecipato alla manifestazione, ha detto: “Un popolo che non ha memoria non ha futuro”, preannunciando fra l’altro una serie di manifestazioni che culmineranno con quella del 4 Novembre, anniversario della vittoria e fine della prima guerra mondiale. Ha parlato anche un rappresentante dell’associazione provinciale “Combattenti e Reduci”, annunciando che è in corso un progetto per realizzare un sacrario a Ragusa e riportare i circa cinquanta resti di giovani soldati iblei caduti in quella tragica guerra e che non sono mai stati traslati nelle città di origine. Sono state consegnate le tessere ad honorem al maestro Sarino Barone (presente) e al signor Giuseppe Dimartino (impossibilitato per motivi di salute), reduci del secondo conflitto mondiale. Al termine dei vari interventi è stata scoperta la targa, al suono struggente del “Silenzio” eseguito magistralmente alla tromba dal maestro Danilo Savoia.

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