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“Nonostante le famiglie debbano sborsare parecchi soldi per l’abbonamento, i ragazzi si ritrovano spesso a viaggiare in autobus stipati oltre ogni limite, molti dei quali facendo tutta la tratta da Ragusa a Santa Croce rigorosamente in piedi”. Questo è quanto ha dichiarato G.A., un ragazzo che utilizza spesso tale mezzo ma che riscontra sempre la stessa problematica. “È un problema che esiste da tanti anni – ha ammesso – e non capisco perché nessuno si ribella, soprattutto i genitori, verso la ditta Tumino che è l’addetta a questo servizio. Specialmente quest’anno che l’abbonamento è pagato dalle famiglie…”. Quello di cui ci si lamenta è l’impossibilità per gli studenti di trovare un posto a sedere: alcuni sono costretti a viaggiare in piedi nel corridoio o addirittura sostare sui gradini delle porte di entrata e d’uscita. “L’altro giorno – continua G.A. – mentre aspettavo l’autobus davanti al Chimico insieme a tutti gli altri studenti, è passato l’autobus delle 13:10 che ha detto che caricava solo i ragazzi che scendevano a Marina ed avremmo dovuto aspettare l’altro delle 13:30. Poi è arrivato l’altro autobus che era pieno all’inverosimile: non c’era neppure un posto e ci siamo dovuti sistemare sugli scalini. L’autista, dopo che gli avevamo fatto notare che stavamo a pressione e rischiavamo di non entrarci tutti, ha contattato un suo collega e ci ha detto che ci avrebbe lasciato alla rotonda del centro commerciale le Masserie in attesa di un altro autobus, cioè lo stesso pullman che era passato inizialmente solo per i ragazzi di Marina. Dopo 10 minuti è arrivato l’altro mezzo che era semivuoto, ma qualcuno è rimasto ugualmente in piedi e un ragazzo che si è lamentato con l’autista si è sentito rispondere in malo modo. Io non pago l’abbonamento e mi sto lamentando per loro: gli studenti che non trovano mai un posto a sedere e devono fare il percorso stipati. Non capisco perché le famiglie non si ribellano. L’autobus che prendeva solo i ragazzi di Marina era quasi vuoto, perché per gli altri si deve arrivare a questo?”. Una domanda senza risposta in attesa che si prendano provvedimenti.

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