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Mancano sei mesi alle prossime elezioni comunali, ma a Santa Croce qualcosa comincia a muoversi. Per le forze politiche del “centrodestra” è fortissima la volontà di rivincita dopo la bruciante sconfitta del 2012. In questa fase si potrebbero delineare almeno due candidature a sindaco (o anche tre). La cautela è però di rigore in uno scenario politico locale ancora fortemente in movimento. Tra due mesi potremmo trovarci di fronte a nuovi equilibri e rapporti di forza completamente differenti da quelli di oggi.

Apparentemente meno complessa è la situazione all’interno del “centrosinistra”. Tutto dipende dall’eventuale ricandidatura di Franca Iurato. Il sindaco, ad oggi, non ha ancora sciolto l’enigma. In passato aveva affermato l’intenzione di non puntare a un secondo mandato. Un suo eventuale ripensamento potrebbe essere motivato dal desiderio di portare a termine il lavoro iniziato, consapevole che non bastano cinque anni per attuare il programma elaborato dalla sua coalizione. Uno dei nomi circolato con insistenza in questi giorni, in alternativa all’attuale sindaco in carica, è quello del dott. Maurizio Carnazzo, titolare di una delle due farmacie di Santa Croce. A detta di molti è la persona giusta che potrebbe unificare tutte le forze di questo schieramento con una ottima possibilità di successo. Santa Croce Web lo ha intervistato in esclusiva.

In vista delle prossime elezioni amministrative come vede la situazione all’interno del centrosinistra?
Premesso che personalmente non faccio politica attiva, né tantomeno sono tesserato per alcun partito, posso dare solo un parere assolutamente personale da mero osservatore del vivere comune. Dobbiamo innanzitutto fare un distinguo tra singoli partiti politici e coalizioni. Se di coalizioni parliamo, quindi, ritengo che sia il centrosinistra che il centrodestra stiano vivendo un momento di crisi particolarmente pesante. Le motivazioni penso siano molteplici, ma quella più importante sono le mancate aspettative da parte degli elettori. In un momento di crisi economica ed istituzionale come quello attuale, hanno terreno fertile le forze che si dichiarano “lontane” dai partiti tradizionali, ma tutti sappiamo bene che così non è perché non avrebbero alcuna forza, e i movimenti che cavalcano l’onda del malcontento, ma che sappiamo bene fermarsi solo alle risse di piazza e verbali. Con le coalizioni si sono formati dei “grovigli” ideologici e sempre più spesso sono frequenti quelli che definisco “turisti dei Partiti” che saltano da un banco all’altro senza alcun ritegno pur di mantenere la loro visibilità ed il loro potere, sia esso grande che piccolo. Si sono perse le identità di partito e sono ormai lontani i ricordi dei princìpi che li distinguevano ma, come spesso si vede, ricompare frequentemente, e forte, il colpo di reni che distingue le singole anime partitiche; nei movimenti, invece, vedo un rigurgito reazionario (basta vedere il loro modo di confrontarsi) che certo non fa bene alla “vera” democrazia seppur ad alta voce spiattellata ai quattro venti.

Può essere riproposta la candidatura Iurato?
Assolutamente sì! Ritengo personalmente che il sindaco Iurato abbia indirizzato in maniera trasparente la sua azione amministrativa al bene della collettività senza se e senza ma, e questo è il suo più grande merito, avendo sempre contro un’opposizione intransigente e mai collaborativa; ma questo è, ahimè troppo spesso, nell’ordine naturale delle cose. Certo ogni Amministrazione può commettere degli errori nel suo percorso ma facendo un bilancio globale, non credo si possa parlare di “cattiva” amministrazione. Il più grande errore? Non riuscire a comunicare con la gente… Ma questo è un demerito che ha accomunato tutti i Sindaci! Il suo più grande merito? Aver fatto tutto alla luce del sole anteponendo, a tutto e a tutti, il bene comune.

Per quanto riguarda il invece centrodestra?
E come si può parlare adesso di centrodestra quando ancora non sono chiare, almeno a me e al di là delle dichiarazioni d’intenti, le forze che staranno insieme e quelle che se ne tireranno fuori? E’ tutto ancora troppo in movimento.

Si è parlato di una sua possibile candidatura a Sindaco per ricompattare il PD. È un’ipotesi fondata?E’ una voce fin troppo ricorrente e che già da tempo era arrivata alle mie orecchie. Approfitto pertanto della vostra intervista, per smentirla in maniera chiara ed inequivocabile.

Quale è la sua posizione sul referendum del 4 dicembre?
Qui entriamo letteralmente in un campo minato perché le argomentazioni dei due schieramenti (quello per il SI e quello per il NO) sono ambedue valide, ma come ogni scelta importante della vita, ognuno di noi deve mettere sui due piatti della bilancia le cose a suo giudizio positive e quelle negative e vedere l’ago verso dove pende; non si può svendere il proprio voto, che nel Referendum acquista un valore particolarmente rilevante perché è volontà “legislativa” del popolo, solo perché lo dice il “capo cordata”. Male ha fatto Renzi a personalizzare politicamente la cosa ed altrettanto male hanno fatto tutti gli altri a corrergli dietro e trasformare (quale migliore occasione?) questa suprema arma popolare in una melmosa e maleodorante operazione politica! Io questa bilancia virtuale l’ho usata e l’ago si è nettamente spostato verso il SI.

Dopo l’esito della interrogazione sul dispensario, cosa è stato detto di vero e cosa invece è stato detto di falso?
Non parlerei di falsità o verità, ma solo di assoluta superficialità e di totale incompetenza sull’argomento da parte degli interroganti… e di memoria corta, fin troppo! Ricordo infatti a chi legge, cosa da me già riportata, che il dispensario di Casuzze ha subito ben due “tentativi” di chiusura di cui uno a fine legislatura Cascone e che potei evitare solo grazie a due ricorsi al TAR di Catania, vinti ambedue con “sospensiva immediata”, che in parole molto povere significa che gli atti deliberativi la chiusura erano del tutto privi di fondamento. Ho invitato pubblicamente il consigliere Agnello, quale relatore dell’interrogazione, a visionare in particolare due DDG recentissimi, a lui comunicati, che evidenziano l’uso un po’ troppo svogliato (all’Assessorato) di disposizioni regionali, ma la sua azione, finora, si è fermata solo all’interrogazione al sindaco quando, invece, dovrebbe farsi proprio all’assessorato. Avrebbero fatto bene, gli interroganti, a chiedere lumi prima di intraprendere qualsiasi azione: ne sarei stato onorato. Per concludere mi auguro che un’interrogazione alla Regione venga comunque fatta, magari dallo stesso sindaco in quanto, da massima Autorità locale, è stato letteralmente “buttato fuori” dalla formazione dell’eventuale Decreto di apertura.

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