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La sala Falcone-Borsellino dell’Istituto comprensivo “Psaumide” di Santa Croce Camerina ha ospitato, il 30 novembre, un incontro sul bullismo che ha previsto la presenza dei genitori degli studenti. A spiegare il fenomeno e le sue molteplici sfaccettature il dott. Giuseppe Raffa, pedagogista dell’ASP di Ragusa, nonché specialista in tematiche giovanili. Assente giustificata la preside dell’Istituto, Giovanna Campo, che nello stesso momento si trovava in Prefettura a Ragusa per chiedere collaborazione in merito al fenomeno. “Contro il bullismo si richiede l’intervento di tutte le agenzie educative fra cui la Prefettura – ha ammesso Raffa -. I genitori di oggi sono più ignoranti dal punto di vista tecnologico. In passato erano i genitori a dare risposte alle domande dei figli, adesso siamo noi che chiediamo a loro in merito alle nuove tecnologie. Il controllo di oggi verte su due direttive: bullismo e cyberbullismo. La scuola è il luogo dove questi fenomeni su verificano più spesso”. Raffa ha poi spiegato il bullismo partendo dalle sue varie sfaccettature, dai protagonisti, ma anche del bullismo femminile che sta diventando anch’esso molto frequente, fino a sottolineare come un ruolo di grande responsabilità compete alle famiglie. Si è evidenziato che se, in passato, i bulli avevano alle spalle famiglie esclusivamente disagiate oggi non è più così, anzi molti giovani diventano dei bulli pur appartenendo a famiglie colte ed abbienti. “C’è una mancanza di empatia ed un analfabetismo emotivo nel bullo” ha aggiunto Giuseppe Raffa, mettendo in luce che in merito a questo le famiglie hanno delle grosse responsabilità, fra cui una scarsa o inesistente educazione emotiva verso i loro figli.

La preside Giovanna Campo, precedentemente contattata in merito a ciò che la scuola sta attivando per arginare questo grave fenomeno, si è così espressa: “L’istituto già da tempo organizza e promuove azioni di formazione e informazione al fine di prevenire il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. La complessa realtà che si è venuta a creare nel paese, dovuta a diversi fattori tra i quali ritengo predominanti la crisi economica e la trasformazione del tessuto sociale che diventa ogni giorno sempre più multietnico con tutte le difficoltà insite in essa, richiede un’azione massiccia condivisa e affrontata all’interno di una vera e propria rete di esperti in diversi settori che possano offrire contributi specifici per prevenire e/o arginare il fenomeno. Alcuni eventi di presunto bullismo verificatosi di recente mi hanno spinta ancor di più a richiedere collaborazioni su più fronti al fine di progettare ed attuare interventi massicci e continui. Sono stati coinvolti l’Ente locale, le forze dell’ordine, l’A.S.P. di Ragusa, i genitori e tutto il personale della scuola. Il comando dei Carabinieri di Ragusa ha immediatamente risposto con un intervento informativo che si è svolto martedì 22.11.2016 nei locali dell’istituto, rivolto agli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado tenuto dal capitano Elisabetta Spoti che, usando una metodologia adeguata, ha centrato il cuore del problema ed è riuscita a coinvolgere i ragazzi. Nei contatti avuti anche con il comandante della locale stazione dei carabinieri si sta concertando un intervento “antidroga” che potrebbe coinvolgere una unità cinofila in funzione sia dimostrativa che preventiva. Si sta valutando l’idea di installare delle telecamere nei tipici “luoghi del bullismo”: antibagni e immediate pertinenze della scuola. Il servizio di neuropsichiatria infantile si sta prodigando per risolvere lo specifico problema che ha coinvolto la classe 1^C senza dimenticare che lo stesso è solo la punta di un iceberg e che il fenomeno va affrontato pianificando azioni che dovranno dispiegarsi nel lungo periodo. In primo luogo l’inserimento degli alunni stranieri che avrebbe bisogno di competenze che esulano da quelle dei docenti della classe che, sebbene si prodighino e diano il meglio di sé nell’accoglienza, non possono certamente supplire alle competenze esperte di mediatori linguistici, insegnanti di italiano L2, di educatori, psicologi, neuropsichiatri infantili e assistenti sociali che dovrebbero circondare, come in un caldo abbraccio, i nuovi arrivati e le classi accoglienti, in quanto ogni etnia è portatrice di una cultura propria che, per essere integrata o meglio per consentire l’interazione dei diversi attori necessita degli interventi specialistici di cui sopra. Oltre alle azioni rivolte ai ragazzi – continua la preside – si stanno pianificando azioni che coinvolgeranno non solo il corpo docente, ma anche i genitori, i primi in attività di aggiornamento sulle “Nuove adolescenze” e i secondi in azioni di formazione sul ruolo genitoriale, sul bullismo e sul cyberbullismo, tutte tematiche che verranno affrontate in continuità con i percorsi formativi già avviati nell’anno scolastico precedente, ma che hanno fatto registrare una scarsa presenza delle famiglie. La sottoscritta ha chiesto all’ente locale di rafforzare la presenza dei Vigili Urbani in piazza degli Studi, non solo nei momenti di entrata e di uscita degli alunni ma anche nelle ore pomeridiane e serali”.

Prossimamente anche nell’istituto santacrocese verrà avviato il progetto “Attenti al lupo” , già partito a Vittoria, Comiso e Acate. Ideato dal dott. Giuseppe Raffa, in collaborazione con Radio Sole di Vittoria, per far conoscere e prevenire i bullismi, si avvale del principio fondato da una rete di aiuti, costituita da soggetti di varia competenza e pronti a collaborare insieme.

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