Momenti cupi per la sanità ragusana. Nel piano di riordino della rete ospedaliera illustrato dall’assessore regionale Baldo Gucciardi, si nota il declassamento degli ospedali riuniti di Modica e Scicli, che da questo momento avranno lo status di “presidi di base”. Ossia di strutture che mantengono almeno quattro unità operative, fra cui il pronto soccorso. Gli ospedali di Ragusa e quelli riuniti di Vittoria e Comiso (inizialmente indicato come “presidio di base”), invece, saranno degli “spoke”, ossia grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza. Nella nuova rete, poi, ecco la novità: scompaiono gli “ospedali di comunità” (poco più che ambulatori con la presenza di medici di base, psicologi e infermieri) e spuntano le strutture in zone “ad alto rischio ambientale”. La nuova rete adesso dovrà essere sottoposta all’esame anche della commissione Salute all’Ars. A quel punto potrà essere inviata al Ministero della Sanità guidato da Beatrice Lorenzin e dove è recentemente approdato il sottosegretario siciliano Davide Faraone. In quella sede dovrà essere verificato il rispetto dei parametri del più recente decreto ministeriale. Anche perché la “struttura” della nuova rete è molto diversa da quella alla quale il Ministero in estate aveva dato una sorta di “nulla osta” chiedendo solo di apportare alcune integrazioni.

Sul versante modicano montano la proteste. Ad esprimersi per primo è stato l’onorevole di Ncd, Nino Minardo, il maggior esponente nazionale della città della Contea. Fa notare Minardo che “è un’ipotesi folle e assurda quella scaturita dallo schema della nuova rete ospedaliera in Sicilia illustrata dall’Assessore regionale alla salute, Gucciardi. Lo schema prevede lo stop alle strutture di comunità, l’autonomia di alcuni ospedali in presidi riuniti. Secondo la “cervellotica” ipotesi l’ospedale di Modica diventerebbe ospedale di base, ovvero secondario ed automaticamente subirebbe il taglio di altri reparti visto che nello schema è previsto per Modica e Scicli il mantenimento del solo pronto soccorso, quindi solo l’area di emergenza. Il comprensorio di Modica e Scicli serve centinaia di migliaia di utenti e l’assessorato regionale alla salute con la complicità dell’Asp 7 di Ragusa cosa fa? Continua a smembrare la nostra sanità senza criterio a scapito dei cittadini. Una follia allo stato puro!!! In giornata mi rivolgerò al Ministro della salute affinchè fermi questo scempio e spero vivamente che i siciliani possano presto liberarsi di questo governo regionale e i cittadini iblei di questa dirigenza Asp che è riuscita a fare solo danno al nostro territorio”. Durissimo anche il sindaco di Modica, Ignazio Abbate: “E’ arrivato il momento che il Direttore Generale dell’Asp 7 si faccia da parte. Chiedo le sue dimissioni per incapacità nel gestire la sanità iblea e finanche nel capire il territorio ibleo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il parlamentare regionale sciclitano Orazio Ragusa: E’ inaccettabile una simile programmazione da parte di chi dimostra di non conoscere le peculiarità del nostro territorio. Da questo momento prenderà il via una mobilitazione del territorio, che mi intesterò personalmente, per fare in modo che possa modificarsi questo indirizzo assolutamente deprecabile. Prima – sottolinea l’on. Ragusa – la nostra provincia poteva contare su uno spoke a Ragusa, l’ospedale Civile. Adesso si scopre che l’assessore Gucciardi, evidentemente mal consigliato da qualcuno, ha deciso di fare diventare spoke anche gli ospedali riuniti di Vittoria e Comiso, lasciando il presidio di base a Modica e completamente nel dimenticatoio il Busacca di Scicli. Una suddivisione che, naturalmente, non possiamo accettare e che, anzi, rischia di creare cittadini di Serie A e di Serie B sul piano dell’assistenza sanitaria. Chi ha congegnato questo progetto, infatti, ha forse dimenticato che gli ospedali di Modica e Scicli servono una fascia d’utenza di almeno 120mila persone, numeri che raddoppiano durante il periodo estivo”.

Il manager dell’Asp 7, Maurizio Aricò, preferisce non commentare in attesa di un incontro con l’assessore Gucciardi. Mentre Pippo Digiacomo, presidente della Commissione Sanità all’Ars, getta acqua sul fuoco: “Nessun documento ufficiale è finora pervenuto in Commissione Sanità. Solo in quella sede – specifica Digiacomo – il decreto della nuova rete ospedaliera sarà illustrato nel dettaglio, reparto per reparto e servizio per servizio, affinché la stessa Commissione esprima il proprio parere, obbligatorio per legge. Solo allora – aggiunge – si potrà verificare se ci siano stati tagli o meno”.

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