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Un lago artificiale all’interno della scuola. Il plesso Dieci aule, già balzato agli onori della cronaca per i riscaldamenti non funzionanti, fa acqua da tutte le parti. La protesta dei genitori è esplosa mercoledì mattina, quando l’androne dell’edificio (con la copertura in legno) e un corridoio si sono allagati e per molti bambini – il disagio riguarda soprattutto due prime medie e una quinta elementare – era quasi impossibile accedere alle proprie classi. Le piogge che da due giorni tengono in ostaggio Santa Croce, hanno reso particolarmente critica una situazione venuta a galla a fine dicembre. Il maltempo aveva staccato un pezzo di guaina e aperto un buco sul tetto. Da quel buco – non ci vuole la scienza per provarlo – sarebbe filtrata dell’acqua alla prima occasione utile. Stamattina è successo: “Mancano le paperelle, dei rospi e magari una bella canoa per attraversare il lago che sorge lungo il corridoio – ci scrive una signora in collera -. Così magari i bambini possono attraversarlo, evitando di scivolare e rompersi l’osso del collo. Volevo fare una foto, ma mi è stato vietato dai bidelli. Tutti devono sapere che i nostri figli studiano in condizioni vergognose all’interno di un istituto scolastico, che invece dovrebbe essere un luogo sicuro. Fino a quando durerà?”.

Probabilmente pochi giorni (meteo permettendo). Quelli necessari alla ditta incaricata di intervenire e passare un nuovo strato di guaina. Si tratta però di una soluzione temporanea, come ci spiega l’architetto Mariangela Mormina, dirigente dell’Ufficio Tecnico, che stamattina ha partecipato a un sopralluogo nella struttura insieme al responsabile della sicurezza scolastica, ing. Vincenzo Dimartino, alla vicepreside, ad alcune maestre e alla rappresentante del Consiglio d’Istituto: “La scuola è agibile, altrimenti non la terremmo aperta – spiega la Mormina a Santa Croce Web -. I disagi sono determinati dal fatto che il buco si è creato a fine dicembre. Abbiamo firmato un provvedimento e già oggi sarebbe dovuta arrivare la ditta per tappare la falla. Ma con la pioggia quest’intervento (che costa 600 euro, ndr) non si può fare. Speriamo che domani sia la volta buona”. Nel frattempo i ragazzi potranno entrare a scuola: “Abbiamo interdetto l’accesso a quell’unica sala e smistato gli ingressi in altri punti. La difficoltà è relativa. E’ un edificio obsoleto, che merita forti interventi di ristrutturazione. Non appena sarà possibile impegnare una somma nel prossimo bilancio, passeremo la guaina su tutta l’ala. Anche per evitare che fra qualche settimana la situazione si riproponga”.

I genitori già stamattina, data la criticità della situazione, potevano decidere di riportare a casa i figli. Il sindaco ha incontrato e cercato di tranquillizzare alcune mamme arrabbiate: “Se si va avanti con questi toni – avverte la Mormina – questa scuola la faccio chiudere. Si fanno attacchi personali senza sapere come stanno le cose. Ripeto: il danno è emerso a fine dicembre. Bisognava reperire le ditte che fanno questi lavori, fare le indagini, verificare se erano in regola con il Durc (documento unico di regolarità contributiva)… La pioggia ha provocato uno stato d’allarme, ma io non posso andare oltre le mie responsabilità”. Tra i numerosi appelli, non resta che rivolgerne uno al dio Sole. Quando tornerà a brillare, il tetto verrà sistemato: “Basta mezza giornata per completare i lavori”.

Un Commento

  1. Gianni

    11 gennaio 2017 a 15:22

    La S.ra Mormina , forse farebbe bene a non esagitarsi tanto , minacciando i genitori di possibili chiusure. Cerchi invece , in tempi rapidissimi , di portare un accenno di civiltà e vivibilità nelle scuole frequentate dai nostri figli . Gli obbiettivi , pagati profumatamente da noi contribuenti ogni anno , si raggiungono anche in questo modo , cara dirigente.

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