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Chiariamolo subito: non c’è mistero. È una comunissima rana il mostro marino che viaggia in queste ore in rete e che ha “inquietato” Punta Secca. O, per essere più specifici, un rospo, di quelli che, nelle sere umide, saltano nelle zone rurali tra un giardino e un viale alberato. Ma la sua particolarità, questa “buffa”, trovata pietrificata sulla spiaggia di Montalbano ce l’ha, e sta nella sua capacità di aver ingannato il decadimento naturale. Non è una storia a lieto fine quella del “Bufo bufo linnaeus” di Punta Secca, un incontro casuale del fotografo Silvio Rizzo, che, passeggiando, ha trovato arenato sulla riva della spiaggia più famosa della riviera iblea l’esemplare cristallizzato, quasi mummificato. Bloccata dalla salsedine l’espressione di quello che, altro non è, che il rospo comune protetto dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore. L’anfibio più grande d’Europa (raggiunge addirittura i 20 centimetri, zampe escluse), ha dato bella mostra di sé mercoledì pomeriggio in una Marinella particolarmente mite nonostante i rigori invernali. Immobile tra i detriti abbandonati dalle onde sulla battigia dall’ultima mareggiata, è ancora lì quella che è stata ribattezzata dallo stesso Rizzo in dialetto locale “A buffa – il mostro pietrificato di Punta Secca”.

“Mi era stata segnalata la presenza di questo grande rospo morto in spiaggia, così rigido da sembrare di cemento, e così sono andato a vedere di persona – racconta Silvio Rizzo – non è stato facile scovarlo perché immerso tra le decine di detriti che hanno invaso le nostre spiagge dopo le mareggiate delle corse settimane, in mezzo alle canne, ai tronchi e al pattume. Mi ha aiutato nella ricerca il, se così possiamo definirlo, percorso di pulizia che è stato creato da chi si è attrezzato per rastrellare l’arenile portandosi via i tronchi più grandi per farne legna da ardere. Così è spuntata la nostra Buffa. Impressionante vedere questo rospo, tanto grande per sua natura, li con tutti i suoi connotati, la pelle marrone, le verruche, così marmoreo, quasi cristallizzato dal sale”.

Non sarà un pezzo da esporre in un museo, ma la foto della Buffa di Punta Secca – come detto – ha incuriosito gli internauti tanto da fare il giro del web in pochissime ore, scambiata da taluni davvero per uno spaventoso mostro marino spiaggiato a pochi passi dalla casa del commissario più famoso del piccolo schermo. Tuttavia, basta dare una sbirciata al video postato dallo scopritore dell’esemplare sul gruppo “I love you, Punta Secca” per capire che le proporzioni mano-occhio riportano tutto sul piano della normalità. Fascinazione a parte, la sfortunata Buffa pietrificata è già stata adottata come animale-totem porta fortuna dagli amatori della frazione balneare resa celebre dalla serie tivù di Rai uno.

(articolo di Alessia Cataudella, La Sicilia)

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