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L’unione fa la forza. Con un grande consorzio, tra piccoli e grandi produttori, per dare quel valore aggiunto che manca. Ne è convinto Mario Coco, operatore turistico, che ha voluto incontrare i produttori orticoli della fascia trasformata che lavorano nel territorio di Santa Croce. L’idea è semplice con la costituzione di un grande consorzio con la supervisione del Comune di Santa Croce Camerina. “La nostra realtà agricola necessita di un unico interlocutore che faccia da tramite tra la grande distribuzione e i produttori – aggiunge Coco – il consorzio dovrebbe avere una struttura semplice e lineare con una campagna promozionale per pubblicizzare il marchio dei prodotti del Sud est della Sicilia nelle grande distribuzione italiana ed europea”.

“Pensiamo e costruiamo tutti insieme in positivo – commenta Mario Coco – La struttura produttiva della provincia di Ragusa è caratterizzata dalla presenza di un gran numero di aziende molto competitive e fortemente innovative e quindi, soprattutto per le aziende di maggiori dimensioni, sono fiducioso. Occorre però, come detto, che anche le numerosissime piccole e medie imprese comincino a parlare tra di loro e si organizzino in reti d’impresa con obiettivi chiari e ben definiti. Una grossa mano d’aiuto deve venire dalle istituzioni che devono spingere affinchè i mercati alla produzione, quello di Santa Croce Camerina in primis, si trasformino in realtà più moderne e capaci di dare le informazioni che necessitano alle nostre imprese per indirizzare le produzioni verso ciò che richiede il mercato. Si inizia, il nuovo anno, con le reti d’impresa per il comparto orticolo”.

Eppure il marchio collettivo le “primizie di Montalbano” non ha sortito gli effetti sperati. “Sono stati spesi tanti soldi pubblici, ben 100 mila euro, – denuncia Coco – in un progetto fallimentare. Le responsabilità vanno attribuite alla classe dirigente e all’amministrazione che non è riuscita a fare diventare appetibile e coinvolgente il progetto. Iniziando a costituire, anzitempo, il consorzio. Altro aspetto, ancora più grave, riguarda la violazione del regolamento comunale con il mancato rinnovo dell’organismo di controllo e di gestione”.

5 Commenti

  1. Giorgio Corallo

    17 febbraio 2017 a 19:11

    Sig. Coco, il marchio non rappresenta assolutamente un fallimento e ti spiego perché. Ben venga l’aggregazione dei produttori in una cooperativa, necessità in un panorama mondiale nel quale si compete con realtà di dimensioni enormemente maggiori rispetto alla singola azienda locale: l’unico modo per avere maggior potere contrattuale è unirsi e parlare come singola grande entità. Ma per quanto un’amministrazione possa spingere, l’accordo di cooperazione non può nascere senza il consenso e la forte volontà di fare squadra degli stessi imprenditori agricoli.
    Ma non basta: la vera forza dei produttori è il riconoscimento nella Grande Distribuzione Organizzata da parte dei consumatori finali. E il marchio “Le primizie di Montalbano” c’è, esiste, è un progetto complesso realizzato dall’amministrazione ed è pronto ad essere utilizzato dagli agricoltori di Santa Croce. Esso è l’elemento che più di tutti potrebbe spingerli a trovare conveniente l’aggregazione fra loro e far nascere la volontà di cui scritto sopra.

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    • democratico deluso

      18 febbraio 2017 a 11:13

      Questo marchio primizie di montalbano è frutto della peggior politica ! 30 mila euro di studio di fattibilità dato a chi ha fatto la campagna elettorale a Franca Iurato ( dichiarato dallo stesso on. Di Giacomo ) , col risultato che è sotto gli occhi di tutti. 10mila euro regalati al giornale La Repubblica ( giornale di partito ) per comprare due pagine e sponsorizzare una scatola vuota ! Altri soldi spesi in pubblicità fatta a muzzo solo per dire che si sta muovendo qualcosa ( qualcuno mi spieghi che senso ha pubblicizzare il marchio con cartelloni a Comiso ) . Neanche gli stessi appartenenti al gruppo agricoltori hanno aderito al Marchio e tu ti presenti provando a difendere l’ indifendibile. Ho votato Franca perchè pensavo potesse essere il nuovo, ma rappresenta il vecchio insieme ora a Gianni Di Bari e l’ altro Burattinaio Allù . Ma queste cose a voi giovincelli del PD ve le raccontano ? Oppure mi illudono come sempre ? Capisco caro giovane che devi difendere la famiglia, ma ogni tanto forse, ha più valore un dignitoso silenzio.

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  2. lucia chessari

    17 febbraio 2017 a 23:17

    io sono d’accordo con Mario coco, e sono convinta che un consorzio darebbe forza a tutti grandi e piccoli agricoltori di Santa Croce, ma l’importante e sostituire questa amministrazione che perde acqua da tutte le parti. L’unione fa la forza ma c’è bisogno di un leader competente e sopratutto onesto, e Mario Coco è la persona giusta:

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  3. Mario Coco

    18 febbraio 2017 a 09:00

    Ciao Giorgio Corallo , ti ringrazio e condivido il tuo commento . In gran parte siamo a conoscenza dell’impegno dimostrato da parte di alcuni agricoltori locali ” le primizie di Montalbano ” un iniziativa e una denominazione che a me piace . Il problema è nato dopo … e tu mi capisci perché… non voglio approfondire questo discorso. Dimentichiamoci del passato e cerchiamo di essere presenti, uniti e costruttivi per il bene di tutti i Santacrocesi, i problemi ci sono e dobbiamo affrontarli tutti insieme , la critica ci sta … ma non è sempre costruttiva . Per questo motivo noi chiediamo la collaborazione di tutti per approfondire e affrontare le tante problematiche che affliggono i nostri produttori . Vogliamo ridare il giusto sostegno e rilancio a tutti i settori che hanno a che fare con lo sviluppo economico della nostra città .

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  4. Giorgio Corallo

    18 febbraio 2017 a 19:16

    Figurati Mario Coco, ci si confronta. Penso che la critica sia sempre costruttiva, se fondata su basi logiche. Ritengo che il dialogo civile e il confronto faccia crescere e serva a migliorarsi come persona. Mi è sempre piaciuto parlare di idee con persone che le portano avanti alla luce del sole. Invece, rispondere a puerili provocazioni, parlare di pettegolezzi, portate avanti tra l’altro da chi non ha il coraggio di metterci la faccia e vuole strumentalizzare politicamente una discussione, abbassandola di livello… ecco questo non mi è mai piaciuto e non ritengo nemmeno che sia il caso di iniziare a farlo. E colgo l’occasione per suggerire a coloro che abbiano qualche idea di esprimerla e non di aver paura di ricevere stupide etichette o critiche di infimo livello. E ricordate: “Mai discutere con un cretino, ti porta al suo livello e ti batte con l’esperienza”.

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