I cartelloni pubblicitari riescono a  fare tantissime cose:  comunicazione visiva, immagine, marketing. Ma riescono pure a soffocare le città, catturando la nostra attenzione, o il nostro disprezzo, ed infine inquinano e rendono sporchi i luoghi. A Santa Croce tutti i 3×6 – così vengono chiamati – sono impegnati da manifesti pubblicitari, in prevalenza commerciali e prossimamente anche per le amministrative. La carta appiccicata con litri di colla chimica, super resistente e colorata, che fine fa? Riciclo? “No, non risulta a FareAmbiente – dice Rosuccia Agnello – non a Santa Croce, dove rimane per mesi nello stesso luogo in cui è stata divelta. A chi spetta lo smaltimento? Chi affigge non si cura e lascia tutto a terra, e nessuno pensa alla raccolta per lo smaltimento nei rifiuti da differenziare. Oggi l’amministrazione, rea e noncurante nel far rispettare le delibere riguardanti la salvaguardia ambientale, la biodiversità, raccolta differenziata e soprattutto l’igiene e la pubblica salubrità, mette a nudo le sue difficoltà nel tenere pulite non solo le nostre spiagge dopo le intemperie, ma soprattutto la pulizia della nostra città”.

Solo parole negli anni, usate perché il green va di moda ma povere di significato. Ma quanti sono veramente pronti a investire in energie rinnovabili, nella raccolta seria dei rifiuti, nella riqualificazione urbanistica di aree dismesse e di case da demolire, perché pericolanti, nel cementificare sempre meno nuovi terreni, rendendo questo paese sempre più a misura di cittadino?

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