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“Chissà quante volte camminando per una delle tante strade della nostra città, abbiamo gettato uno sguardo infastidito alle erbacce che germogliano nelle fessure dell’asfalto o del travertino; si tratta quasi sempre di piante che crescono in spazi angusti o abbarbicate al cemento. Presenze estranee che danno un senso di disordine e trascuratezza. Se non fosse che ci infastidiscono passerebbero del tutto inosservate e proprio il termine “erbacce” ci dà la misura di quanto poco le tolleriamo”. Così Salvatore Mandarà, coordinatore provinciale di Fare Ambiente, denuncia in una nota la vegetazione spontanea che si sviluppa lungo le arterie di Santa Croce. “Eppure queste piante tenacissime non sono altro che un esempio della spiccata biodiversità presente nelle nostre città – prosegue Mandarà -. Anche se siamo abituati a cercare la “natura” all’interno delle bambinopoli (sempre chiuse) o lontano dal centro abitato (villa comunale mai esistita), dobbiamo prendere atto che quello che cresce sulle strade, sopra i marciapiedi, accanto ai tombini o al margine di angoli del paese, a Santa Croce diventa qualcosa di molto naturale. Le nostre nonne queste erbe le conoscevano bene e quando ancora non c’erano le polveri sottili a contaminare ogni cosa le usavano frequentemente in cucina (chi non ha mai gustato un risotto alle ortiche o sorbito una grappa alla ruta?).  Tranquilli, avremo tutto il tempo di conoscerle meglio e di scoprire le loro qualità, anche perché in alcune vie, nascono, crescono e muoiono naturalmente”.

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