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Nell’ambito degli eventi organizzati dall’Unitre di S.Croce, nella splendida location di palazzo Vitale-Ciarcià, giovedì pomeriggio, a cura della locale sezione dei “Combattenti e Reduci” della quale è presidente il dott. Gaetano Farina, si è voluto onorare la memoria dei tanti combattenti che hanno dato la loro giovane e preziosa vita nel conflitto più sanguinoso che la storia ricordi, la Seconda Guerra Mondiale. L’occasione è servita pure per festeggiare e omaggiare con una pergamena gli ultimi due reduci di quel conflitto, il maestro Sarino Barone e il sig. Giuseppe Dimartino, ormai ultra novantenni, che hanno vissuto sulla loro pelle gli anni di quella spaventosa guerra. In particolare il sig. Dimartino, combattente nella Campagna d’Africa, è stato fatto prigioniero dagli inglesi dopo la disfatta di El Alamein: in quella circostanza i soldati Italiani hanno ricevuto l’onore delle armi da parte degli avversari per il loro comportamento eroico. Insomma, una rivisitazione storico-commemorativa quella messa in campo dall’associazione.

Non sono mancati i momenti ludici, con l’esibizione del coro dell’Unitre di S.Croce, diretto da Giorgio Baeli, le punteggiature all’evento da parte della giovanissima Angela Incremona che, con voce soave e piena di colore, ha intonato una canzone struggente dell’epoca bellica, accompagnata dal suono della chitarra di Giovanni Tidona. Così come il giovanissimo Paolo Nativo, che ha dedicato un brano rievocativo accompagnandosi con la chitarra elettrica. Tantissimi i partecipanti, con tanto di fazzoletto tricolore al collo, che hanno seguito in religioso silenzio lo svolgersi dei vari momenti. Molto toccante la lettura delle vicende belliche e il ricordo dei caduti santacrocesi, da parte del dott. Morelli, membro della sezione provinciale dei “Combattenti e Reduci” che, in un passaggio del suo discorso, ha voluto ricordare (semmai ce ne fosse stato bisogno) che se l’Europa ha vissuto 70 anni di pace lo si deve al sacrificio di quei giovani e dei leader europei del tempo, che seppero,dalle ceneri di quell’immane disastro costruire l’Europa unita. Un grazie particolare il dott. Farina lo ha rivolto a tutti i partecipanti e al rampollo della nobile famiglia Ciarcià, Lorenzo, per aver aperto le porte del palazzo nobiliare per questi eventi. All’interno di quelle mura è passata parte della storia della città.

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