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“Maestro, grazie”. E’ il pensiero rivolto da Nino Barone, stimato artigiano santacrocese, ad Andrea Camilleri, la penna del commissario Montalbano. “Siamo entrambi siciliani e, siccome non l’ha mai fatto nessuno, io voglio ringraziarlo in modo speciale: la mia nuova statua è dedicata a lui”. Le sapienti mani di Barone – già noto per la statua di Montalbano – hanno partorito dopo lunghi mesi di lavoro una nuova opera in acciaio inox, che ritrae perfettamente lo scrittore di Porto Empedocle. Espressione austera, coppola in testa e cravatta in bella vista: una rappresentazione fedele di Camilleri, che grazie ai racconti sul famoso commissario, negli ultimi quindici anni ha reso celebri – indirettamente – i nostri luoghi. Dai libri alla fiction il passo è breve: le fortune del Montalbano televisivo devono molto al suo artefice naturale. “Spero che il maestro possa vedere questa statua e rimanerne colpito. Ricevere un elogio da parte sua, per la stima che nutro, sarebbe emozionante”. Le opere in acciaio inox di Barone richiedono una lunga lavorazione a mano: “E’ una tecnica che conosco solo io – ci spiega Barone -. Non viene utilizzata la fusione. Faccio statue da cinque anni e penso di avere una predisposizione naturale a questo tipo di lavoro. L’acciaio è una materia fredda e dura, che merita un trattamento particolare. Ne sento l’odore dalla nascita”.

Il busto di Camilleri – che poggia su un enorme libro e pesa poco meno di 50 kg – verrà esposto al bar piccola Oasi di Punta Secca. Nei giorni festivi e pre-festivi sarà possibile ammirarlo anche da piazza Faro. Sabato pomeriggio, per qualche ore, è stato “trasferita” di fronte alla casa del celebre commissario, dove i turisti l’hanno preso d’assalto per una foto. “Con l’aiuto dei cittadini e del Signore, e con i dovuti paragoni, mi piacerebbe rendere la nostra Marinella una piccola Firenze”. Barone, che ama definirsi un patriota della sua Santa Croce, ha già in mente la prossima fatica: “Vorrei dedicare una statua alla tragedia del mare vissuta dai migranti. Avrebbe un valore simbolico enorme. Non possiamo dimenticare la gente che scappa dalla propria terra per disperazione e cerca un nuovo approdo. Già la vedo… e quando vedo le cose nessuno può impedirmi di realizzarle”. “Ho fatto tanto e continuerò a fare tanto per il mio paesello” conclude Barone. Nella speranza che le sue creature, donate in modo volontario, possano ricevere la visibilità che meritano.

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