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La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria – ha eseguito ieri mattina la misura cautelare della custodia in carcere a carico di Nicastro Giovanni nato a Vittoria il 15.3.1990, emessa dal GIP presso il Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica. Nicastro, insieme a Di Paola Luca Giuseppe nato a Roma il 13.11.1994 e residente a Vittoria, ha messo a segno una rapina aggravata dall’uso delle armi presso un bar/tabacchi. Il 26.01.17 entrambi arrivavano a bordo di uno scooter presso il bar della stazione ferroviaria di Vittoria; Di Paola aspettava sullo scooter mentre Nicastro entrava sparando un colpo di pistola in aria che si conficcava nel tetto. I bambini presenti venivano portati dietro al bancone mentre il titolare consegnava 3000 euro che aveva in tasca. Non pago, Nicastro puntava la pistola alla testa della cassiera che apriva il cassetto per consegnare il contenuto. Il proprietario ingaggiava una lotta in difesa della moglie e il rapinatore sparava un altro colpo che solo per caso non colpiva nessuno dei bambini o altri avventori presenti. Dopo aver arraffato il denaro Nicastro usciva fuori e saltava in sella allo scooter condotto dal complice Di Paola. Le immediate indagini della Squadra Mobile e del Commissariato permettevano di ricostruire le fasi della rapina ed individuare il modello dello scooter utilizzato. Dopo giorni di indagini veniva effettuata una perquisizione presso l’attività del padre di Di Paola che veniva tratto in arresto per detenzione illegale d’arma da fuoco accollandosi la responsabilità della detenzione.

Fondamentale per l’attribuzione della responsabilità a carico di Di Paola, anche l’esame delle immagini di video sorveglianza dell’azienda del padre che hanno permesso di ricostruire le fasi di occultamento dello scooter e della pistola. La Polizia Scientifica aveva già accertato che la pistola utilizzata durante la rapina fosse la stessa rinvenuta presso l’azienda del padre del rapinatore. La comparazione balistica effettuata in uno speciale laboratorio della Polizia di Stato, ha tracciato gli stessi segni sui bossoli rinvenuti a terra nel bar e quelli sparati in fase di esperimento. Dopo le indagini delicatissime condotte per individuare i rapinatori, ancora non erano stati raccolti gravi indizi di colpevolezza sul Nicastro ma solo su Di Paola. La strategia della Procura della Repubblica di Ragusa e degli investigatori è stata quella di convocare con un scusa Nicastro durante le fasi dell’arresto di Di Paola. Messi insieme in una sala d’attesa, i due rapinatori sono stati intercettati ed hanno ammesso le loro responsabilità. Proprio Nicastro era stato colui che aveva materialmente esploso i colpi di pistola e Di Paola era colui che aveva guidato lo scooter.

Entrambi, chiusi nella stanza della Polizia di Stato, volevano aprire i cassetti per trovare armi da rubare ai poliziotti della Squadra Mobile. Ovviamente le armi in dotazione non sono state trovate, inoltre pianificavano la fuga dalla finestra, non sapendo che qualora fossero riusciti a rompere i vetri, avrebbero trovato i poliziotti ad aspettarli perché nel contempo erano intercettati. Durante le intercettazioni i due criminali hanno ammesso le loro responsabilità, rimarcando i vari errori da loro commessi, come quello di non gettare la pistola e di averla custodita nell’azienda del padre. Ieri mattina Nicastro è stato arrestato sul luogo di lavoro e per questo ha avuto anche da ridire perché lesivo della sua “immagine”. Dopo averlo ammanettato, il rapinatore è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa per essere fotosegnalato dalla Polizia Scientifica e condotto in carcere immediatamente dopo. “La Polizia di Stato ha completato le delicate indagini in breve tempo, assicurando alla giustizia gli autori di una violenta rapina che solo per caso non ha avuto conseguenze nefaste per i bambini e gli avventori presenti al bar “.

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