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Elezioni amministrative 2017: Santa Croce Camerina sceglie il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio comunale. Si vota domenica 11 giugno dalle 7 alle 23. Ecco la lettera aperta di Gianni Di Bari, candidato a sindaco per la lista “Il paese del Sole”. (questo è un messaggio autogestito a pagamento)

“Care amiche e cari amici,
l’appuntamento elettorale è sempre più vicino, e gli appelli al voto si moltiplicano e si accavallano senza sosta.
In piazza, come sul web, le elezioni amministrative sono l’argomento principe.
Mi piace questa atmosfera, perché rende il paese vivo e fremente, come in poche altre occasioni.
È bello, per noi candidati, ricevere il sostegno dei propri sostenitori e l’apprezzamento per il proprio modus operandi. Non sono stati pochi gli amici che hanno recepito e gradito i miei discorsi dai toni pacati e rispettosi nei riguardi di tutti.
Nel comizio in piazza, nelle riunioni, negli incontri e sul web, ho teso a evidenziare la mia visione della qualità della vita e a proporre – in linea di massima – quanto è emerso da un Programma, frutto di un processo collegiale e democratico.
La mia visione di società include tutti, nessuno escluso, in un progetto di benessere pubblico e condiviso, per cui è necessario un duro impegno che lascia poco spazio ad attacchi e polemiche.
Ciò non toglie che certi discorsi, ascoltati in questi giorni, non mi abbiano portato a pensare, in un momento, che questo nostro Paese abbia subito delle metamorfosi profonde – direi proprio strabilianti – nell’arco di cinque lustri appena.
Se è vero ciò che mi è parso di capire, dopo un decennio di decadente medioevo amministrativo, si è passati a un decennio rinascimentale, ricco di operosa creatività, fino ad arrivare a essere – in provincia, in Sicilia, in Italia e forse nell’universo intero – i primi o i secondi per tutte le manifestazioni e realizzazioni di opere strutturali e di innovazione sociale e culturale.
Segue, sempre se ho ben capito, un quinquennio di degrado a tuttotondo per presunte incapacità e inefficienza di chi ha amministrato.
Ora, al termine di questo quinquennio, riappare, novello messia non preannunciato dalle Sacre Scritture, il salvatore che riporterà il paese a quell’Eden perduto, ma visto solo da pochi fedelissimi o forse da una visione narcisistica della realtà.
Questo, quello che mi è sembrato di capire.
Credo che l’umiltà debba sempre rivestire come un velo trasparente l’autostima, che è fondamentale per intraprendere ogni tipo di percorso ma che non deve mai trasformarsi in egocentrismo totipotente.
Come in tutte le competizioni, bisogna partecipare per vincere, ma il risultato si vede sempre e solo alla fine.
Non esistono partite vinte a priori.
“U palluni è tunnu”, e non sempre vincono quelli che si credono i migliori a divinis o per censo o per ceto.
Buon voto a tutti”.

Gianni Di Bari

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