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“Non ci faremo prendere dall’enfasi del momento. La sicurezza è una cosa seria. Stiamo facendo quello che i politici locali non hanno fatto per decenni”. Filippo Frasca, assessore al ramo, è uno dei membri della giunta più “richiesti” all’indomani della rapina in banca che ha scombussolato e gettato nel panico la popolazione di Santa Croce. Lo scarso senso di sicurezza che da anni aleggia sulla città, non registra fin qui delle contromosse all’altezza. Frasca, con un passato da ex poliziotto, sa bene che la materia è complessa. Ma non si lascia intimorire: “Vogliamo mettere una pietra miliare riguardo al tema sicurezza. Non vogliamo adottare provvedimenti solo perché il momento è critico. Ma riorganizzare il sistema di prevenzione, che al momento è debole, attraverso interventi strutturali”.

Assessore, da dove si comincia?
“Settimana prossima convocherò un tavolo tecnico con l’ufficio immigrazione, l’ufficio anagrafe e il comando della polizia municipale. Vogliamo mettere a punto un insieme di azioni per verificare le presenze non censite nel territorio di Santa Croce. Sono migliaia. Quest’atto verrà trasmesso in Prefettura e chiederemo che venga inserito nel Patto per Santa Croce Sicura”.

Un patto stipulato nel 2014 che non sembra, però, aver dato risposte confortanti ai cittadini.
“Perché è stato applicato in maniera superficiale. Le cose previste dal Patto non sono state applicate, se non in minima parte. Inoltre, all’interno di questo documento, non si dà la possibilità ai vari Comuni di interloquire e affrontare insieme, sinergicamente, i problemi legati alla sicurezza”.

Chiederete di modificarlo?
“Ovviamente sì. Ma è un’altra la cosa che mi sorprende…”.

Quale?
“Esiste una Convenzione fra il Comune di Santa Croce e il Prefetto. Questa prevede che il Comune, ogni anno, accantoni 10mila euro e li destini alla Prefettura per elevare i livelli di sicurezza. Ebbene, questa cifra è stata accantonata e mai utilizzata. Ci sono 30mila euro mai spesi. Non so di chi sia la responsabilità, ma chiederemo di sospendere la Convenzione e recuperare questi soldi. Potrebbero servire a finanziare i gruppi volontari d’osservazione”.

Il chiodo fisso della sua campagna elettorale…
“E continuerà ad esserlo fin quando non nasceranno… Penso che la presenza di questi volontari, venerdì notte, avrebbe accelerato l’intervento delle forze dell’ordine con le dovute segnalazioni. Noi questi gruppi vogliamo farli: dobbiamo però affidarci a delle associazioni che possiedono i requisiti. A Santa Croce non ne abbiamo. Stiamo studiando una strategia, ma ci vuole un po’ di tempo”.

Poi cosa prevede il nuovo Patto?
“Il gruppo comunale della guardie particolari giurate. E’ il gradino intermedio fra volontari e forze di polizie. Ad esso contribuiscono, economicamente, sia le associazioni private che il Comune. Stiamo costruendo un sistema, possibilmente senza falle, destinato a funzionare. Che resti”.

Un ampliamento dell’organico delle forze dell’ordine si può ottenere?
“Ci proveremo. Promuovendo una petizione popolare, facendo un atto d’indirizzo come Consiglio comunale o come Giunta. Noi abbiamo le idee chiare, ma la Prefettura deve venirci incontro e facilitare le operazioni. In passato non si è fatto nulla, a tutti i livelli. Altrimenti non saremmo messi così male”.

Ha qualche rimprovero da fare?
“Sì, a tutta la nostra deputazione. Qualche anno fa l’onorevole Incardona presentò un ddl, di cui io ero proponente, in cui si richiedevano 3 milioni di euro per tutta la Sicilia destinati a fondi speciali per la sicurezza. Oltre 250mila euro sarebbero arrivati in provincia di Ragusa. Sembrano pochi, ma sono una barca di soldi. Avremmo potuto sviluppare servizi mirati sul territorio. Nessuno dei nostri parlamentari ha fatto nulla. Io vorrei incontrarli adesso, prima delle elezioni Regionali, per sapere cosa hanno in mente per la sicurezza”.

La Regione, però, ha contribuito con un finanziamento da 400mila euro per l’adeguamento della caserma dei Carabinieri.
“Ma non sarà la ristrutturazione di un edificio a risolvere i nostri problemi. Pensarlo mi pare un’eresia. L’operatività delle forze dell’ordine rimarrà immutata. Con 400mila euro avremmo messo ogni casa sotto controllo”.

Un Commento

  1. saro60

    23 luglio 2017 a 12:39

    secondo me basta ripristinare quelle che gia ci sono e poi invece di fare intascare soldi pubblici a qualche impresa locale per aggiudicarsi una pensioncina per anni, incentiverei i cittadini privati ad installare telecamere per le propie abitazioni in modo cosi di autonomizzare le manutenzioni ed il comune non dovra spendere soldi per ripristinare o gestire.
    RAGIONATE E CI ARRIVATE INVECE DI SPERPERARE SENZA CERVELLO

    Rispondi

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