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Martedi 1 agosto si è insediato il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ragusa, eletto per il quadriennio 2017-2021. Il neo Consiglio all’unanimità ha designato: presidente Vincenzo Dimartino, vice-presidente Simona Vaccaro, tesoriere Vincenzo Tumino, segretario Sandro Feligioni. Il Consiglio risulta altresì costituito dagli ingegneri: Salvatore Di Martino, Raffaele Giannone, Gianni Giuffrida, Carmelo Lucifora, Andrea Sansone, Gianpaolo Scollo e Simona Sidoti, e si propone di dare rinnovato vigore alle attività che si renderanno utili alla categoria professionale. Il presidente Dimartino, giunto al secondo mandato, si (ri)presenta con una lettera che pubblichiamo per intero:

“Rieccoci! Da oggi, l’insediamento del Consiglio eletto in data 22 giugno ci consegna la possibilità e il dovere di rappresentare gli oltre mille colleghi dell’Ordine di cui facciamo parte. Siamo una squadra assortita sia territorialmente, che anagraficamente: abbiamo età comprese fra i 35 e i 65 anni. Siamo dotati di grande entusiasmo nell’affrontare le prossime opportunità che l’occasione di rappresentarvi tutti, da voi confermata, ci darà.

I quattro anni trascorsi, seppur caratterizzati per chi vi scrive da momenti molto difficili sul piano personale, sono volati forse grazie al confronto quotidiano coi colleghi e, forse, al necessario e programmato impegno al servizio della categoria. Nel ringraziare i colleghi consiglieri ancora presenti e quelli che, sportivamente, hanno ritenuto di fare un passo indietro, sembra opportuno che la tristezza delle cose che finiscono ceda il passo alla programmazione per l’attività futura nella categoria e per la categoria: non è facile rappresentare colleghi diversi per età, formazione culturale e professionale riteniamo, sull’onda di quanto già fatto, di dover meglio e più incisivamente operare al servizio della categoria, anche in forza dell’esperienza acquisita in questi anni.

L’attività ordinistica è costellata di grandi e piccole problematicità la cui chiave di risoluzione non può che passare attraverso il confronto coi colleghi tutti, nella consapevolezza di essere “primi inter pares” nella rappresentatività dell’Ordine, inteso come “grande casa comune degli ingegneri”. Riteniamo che la nostra attività più che al Giovanni Drago del “Deserto dei tartari” non vada estrinsecata nel chiuso di una sede istituzionale e quindi si debba estrinsecare in tutte le sedi di rappresentanza, sia ordinistica, che istituzionale in senso lato: i rappresentanti istituzionali dell’Ordine non devono essere immanenti e disillusi, il Principe di Salina, né opportunisti, Tancredi.

Riteniamo di dover concentrare grande attenzione verso i giovani colleghi: dei 93 iscritti nell’ultimo quadriennio la massima parte è stata costretta ad andare a lavorare all’estero o, comunque, al di fuori del nostro territorio. Il nostro pensiero va alla perdita del caro collega Francesco Magro: il primo impegno istituzionale di questo mandato è stato certamente doloroso e di grande responsabilità nel dover rappresentare il sentimento dei colleghi a fronte della perdita di un collega dal grande valore umano e professionale. Concludiamo con la speranza di essere all’altezza delle aspettative dei colleghi nel ruolo che andremo a svolgere”.

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