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“Non è nostro costume entrare in polemica (e per di più pubblica) con altri organismi che condividono con gli ingegneri ed i professionisti tecnici in generale i problemi che la grave crisi dell’edilizia coinvolge”. Comincia così la nota della Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia, che ha come obiettivo il presidente dell’Ance Sicilia e i toni utilizzati dopo l’emendamento approvato dalla IV Commissione dell’ARS al disegno di legge di modifica della L.R. n.16/2016 di recepimento del Testo Unico dell’Edilizia. “La battaglia contro questa crisi – prosegue il comunicato della Consulta – ha visto ancora in questi giorni la Consulta Siciliana delle Costruzioni, che riunisce organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore edile, gli ordini professionali e le associazioni di tecnici e professionisti della Sicilia, con in testa l’ANCE, compatta nel denunciare al Presidente Mattarella l’inerzia amministrativa e politica che regna nel campo dell’edilizia isolana. Come Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia e singolarmente come Ordine di Ragusa abbiamo partecipato con entusiasmo a questa iniziativa comune come alle precedenti. Meravigliano, dunque, i toni e le parole usate dal Presidente dell’ANCE Sicilia sull’emendamento approvato dalla IV Commissione dell’ARS al disegno di legge di modifica della L.R. n.16/2016 di recepimento del Testo Unico dell’Edilizia che introduce meritoriamente l’articolo titolato “Documentazione relativa alle spettanze dovute ai professionisti per le procedure di rilascio dei titoli abilitativi” e prevede l’obbligo di acquisire, tra i titoli abilitativi previsti per il rilascio dell’attestato di agibilità, anche l’autocertificazione dei professionisti incaricati circa il pagamento delle relative spettanze. Meraviglia intanto il ricorso a espressioni come “mance elettorali” e “interessi corporativi” e l’ancor più esplicita espressione con cui si indicano i professionisti come “la corporazione che si vorrebbe favorire”. Meraviglia ancora il riferimento esplicito ad una certa anti-politica di maniera che, a ben guardare e pur negandolo, vuole coinvolgere tutte le forze politiche senza distinzioni. Questo lavoro sporco può ancora essere accettato nelle piazze o tra gli opinionisti improvvisati, ma non può essere espressione di un’Associazione autorevole. Dal tono e dalle parole stesse, forse eccessivamente emotive, si coglie un esplicito invito ad una sorta di “disobbedienza civile” nei confronti dei tecnici professionisti; si nega sostanzialmente l’evidenza che siano proprio i professionisti l’anello più debole, in particolare in questa fase critica, in quanto è evidente che il lavoro intellettuale è il primo ad incontrare difficoltà ad essere rispettato e, perché no retribuito, a fronte delle altre energie che intervengono  nell’edilizia, in campo privato innanzitutto. Si tratta invece di un passo illuminato, che cerca di mettere ordine in un settore, quello edilizio privato, in cui le responsabilità si attengono innanzitutto ai tecnici liberi professionisti, che oltre alla progettazione e direzione dei lavori, hanno visto aumentare a dismisura le proprie responsabilità in campi che vanno dalle sicurezza, alla salute, alla legalità

Ringraziamo innanzitutto la sensibilità della Commissione che ha approvato l’emendamento e dell’On.le Trizzino che l’ha proposto, tra l’altro, in una forma ben più cogente, che prevedeva l’acquisizione non già di una semplice autocertificazione bensì di “fatture quietanzate” e “ricevute dei bonifici bancari”, che imprenditori e artigiani ben sopportano da tempo quando si tratta di interventi finalizzati alle ristrutturazioni e al risparmio energetico. Per non aggiungere parole superflue, condividiamo pienamente quanto espresso dal Presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, quando definisce la norma proposta come “elemento di controllo che innesca un circolo virtuoso, a miglioramento della qualità delle prestazioni ed a garanzia dello stesso committente e degli enti pubblici che rilasciano titoli abilitativi”. E ancora quando rivendica alla piena titolarità dei professionisti la redazione di quasi tutti gli altri titoli abilitativi”.

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