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Da oggi, grazie al lavoro infaticabile e volontario dell’associazione Arcana e della ditta Emmolo Scavi, un pezzo di storia viene restituito alla comunità santacrocese (e non solo). E’ stata strappata al degrado e all’incuria la celebre fontana San Martino, che insiste sull’omonima contrada, appartenente al territorio di Ragusa. Ma “figlia” della nostra terra. Fu in quella celebre fontana, per refrigerarsi, che alcuni santacrocesi si fermarono dopo essersi accaparrati un grande blocco in legno a cui il maestro Salvatore Bagnasco, in seguito, darà le sembianze di San Giuseppe. Leggenda o meno, la storia di Santa Croce è fortemente legata a quella sorgente d’acqua che racchiude un valore simbolico e speciale. Lasciata a marcire per decenni sotto il peso schiacciante del degrado, la fontana è stata ripulita martedì mattina. Dopo aver rimosso con le ruspe il canneto e i rifiuti, è stato possibile ammirare nuovamente l’epigrafe voluta nel 1806 dal barone Guglielmo Vitale per narrare gli eventi accaduti in quel posto. A fianco una rappresentazione del santo patrono della città.

Esulta il sindaco Giovanni Barone: “In campagna elettorale avevo chiesto a tutti i santacrocesi di buona volontà un impegno fattivo per riappropriarci della nostra bellezza. Bene, i santacrocesi stanno rispondendo alla grande. Oggi è toccato ad Arcana ed Emmolo Scavi, domani toccherà a qualcun altro. Ripulendo l’area della fontana San Martino, ci riappropriamo della nostra storia e delle nostre incrollabili tradizioni. Torniamo ad essere noi stessi. Penso che la sorgente possa rientrare a pieno titolo, in futuro, in un grande itinerario turistico. E non appena verrà ultimata l’opera di pulizia, contiamo di utilizzarla per organizzarvi una festa per la ricorrenza di San Martino”. “Questa mattina – aggiunge Barone – ho sentito al telefono il sindaco di Ragusa Piccitto, che è rimasto entusiasta per la nostra iniziativa. Non solo Santa Croce, ma tutta la comunità ragusana, deve imparare ad amare un po’ di più il nostro patrimonio artistico e culturale, salvaguardarlo e mostrarlo con fierezza ai visitatori, già affascinati dalle nostre bellezze”. Presto verrà riportato alla luce anche l’antico chiostro romano situato a pochi metri di distanza dalla fonte: al momento è ricoperto da un canneto.

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