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La due giorni modicana del principe Alberto di Monaco è cominciata martedì pomeriggio, intorno alle 17, quando è arrivato nella città della Contea insieme alla moglie Charlene. E’ stato accolto a palazzo San Domenico dal sindaco Ignazio Abbate e dal prefetto Maria Carmela Librizzi. Dopo un colloquio privato con le istituzioni, Alberto si è trasferito nell’aula consiliare, dove è stata illustrata la storia che lega i Grimaldi di Monaco a quelli di Modica. Una discendenza indiretta che trova le sue fondamenta nel 1600. Alberto ha ascoltato con grande interesse gli interventi, prima di dedicarsi lui stesso a un breve discorso in francese, con l’ausilio dell’interprete. Lasciato palazzo di Città, il principe ha fatto tappa al Museo del Cioccolato e alla fondazione Grimaldi. Mentre mercoledì inaugurerà il Castello dei Conti di Modica, che riapre i battenti dopo 22 anni. Questa sera un fuori programma gastronomico: Alberto sarà a cena al “Duomo”, il ristorante stellato di Ciccio Sultano a Ragusa Ibla. Ecco il discorso integrale pronunciato da sua altezza serenissima.

“So che il cognome Grimaldi è intimamente legato alla storia della vostra città. La vostra calorosa accoglienza mi tocca profondamente, perché è segno che il tempo non cancella quanto hanno realizzato le generazioni che ci hanno preceduto. Dal canto mio, da alcuni anni sono impegnato a riallacciare i rapporti con i territori ai quali anni addietro la mia famiglia e Monaco erano legati. Non sono spinto dalla nostalgia del passato, bensì dal desiderio di scoprire il patrimonio che la storia ci ha lasciato per incoraggiare la realizzazione di iniziative di valorizzazione che possono produrre ricadute positive sul piano turistico, e di conseguenza, economico.

Questa è per me anche un’occasione di incontrare, dialogare, ascoltare gli amministratori locali e la popolazione, in tutta semplicità e in amicizia. In quest’ottica, del resto, due anni fa è stata creata un’associazione chiamata ‘Siti storici Grimaldi di Monaco’. Ovviamente è aperta ai comuni italiani che possiedono i requisiti storici e desiderano aderire a questa rete di promozione e amicizia con il Principato, certo, ma anche con gli altri territorio che presentano le stesse caratteristiche.

A partire dal 2018, ogni anno e a turno queste località saranno invitate a Monaco per far conoscere la loro economica, le loro tradizioni e le loro attrattive in occasione di incontri da vivere in un’atmosfera festosa e conviviale. È per ricordare i nostri legami storici che fra un attimo lascerò alla vostra città una statuetta in bronzo del primo Grimaldi monegasco, in ricordo della mia visita e del tempo a cui risalgono le nostre comuni radici. Perché, anche se è nella seconda metà del XVI secoli che Agostino Grimaldi, originario di Genova, s’insedia a Modica e dà origine alla discendenza, l’antenato comune tra il ramo sovrano monegasco e il ramo di Modica è certamente Oberto Grimaldi, morto nel 1221! Visto dal XXI secolo è quasi contemporaneo del nostro Francesco Grimaldi, detto Malizia, che prese possesso della fortezza genovese di Monaco nel 1927, e che è raffigurato su questa statuetta.

Grazie al valore della vostra accoglienza, non sento affatto il tempo trascorso che, talvolta, allenta i legami familiari. Penso che voi attingiate il vigore e l’energia che vi sono proprie della vostra tradizione ancestrale di produzione del cioccolato! Vi garantisco che non mancherò certo di gustare senza moderazione e di apprezzare questa specialità locale.

Così come sarò felice, tra poco e domani, di visitare i principali monumenti della vostra bella città, in particolare quelli che ricordano le gesta dei Grimaldi succedutisi a Modica dal 1554 al 1918. So che questi lontani cugini sono stati attivamente impegnati nella vita di questi luoghi, nella beneficenza, nella scienza e nello sviluppo agricolo. E voi sapete quanto mi stia a cuore tutto ciò che riguarda l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, sia esso riferito ai giorni nostri o al passato”.

L’ACCOGLIENZA DEL SINDACO AD ALBERTO

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