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La “Francigena” di Sulsenti fra nebbia e fitte muscolari: “La camminata più dura”

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Un’esperienza magica, a tratti persino mistica, nel buio e nella desolazione della campagna toscana: è quella vissuta qualche giorno fa da Salvatore Sulsenti, 51enne originario di Santa Croce Camerina. La sua professione è “istruttore nazionale di camminata sportiva”. Lui cammina. Lo fa per sport, per hobby e per lavoro. A volte gareggia. Come nel 2016, quando in quattro giorni percorse l’intera provincia di Ragusa a piedi, toccando i dodici comuni e macinando 200 km. Adesso le mire si sono un po’ espanse: il 21 e 22 ottobre Salvatore ha partecipato alla prima mega-maratona per camminatori: si chiama “World Francigena Ultramarathon”, 120 chilometri a piedi da Siena ad Acquapendente. Esserci è già un’impresa. Salvatore si è fermato a metà strada, vittima di alcune contratture muscolari e di una disidratazione che non gli ha dato pace. “Le lunghe distanze sono nelle mie corde – ci spiega –. Prima della partenza ho trascurato l’imponderabile, che come tale non può essere previsto, ma anche le mie condizioni fisiche precarie. Ero partito da casa con l’influenza, ho trascorso una notte insonne e durante la gara sono arrivate le fitte. Non erano condizioni ideali. Così, con metà percorso e 12 ore di camminata ancora davanti, ho deciso che era meglio fermarsi. Ma torno da Siena con una esperienza unica nel mio bagaglio. Mi sento comunque un vincitore”.

Salvatore Sulsenti era l’unico siciliano iscritto alla Francigena: “Avevo già partecipato alla 45.ma edizione del Passatore, ma qui era tutto diverso. Il percorso era completamente sterrato, a parte pochissimi tratti asfaltati. Il fondo era pesante e mi ha messo a dura prova. Quando arriva il buio e si cammina immersi nella campagna senese, ti ritrovi totalmente isolato. Sei in compagnia dei tuoi pensieri o di qualche luce che arriva da un concorrente lontano, che speri si avvicini per poter fare due chiacchiere. Poi i cani randagi, la nebbia e il freddo: condizioni estreme che hanno decimato il campo dei partecipanti”. Alla partenza erano in 700 (con oltre 300 donne). “Prevedevo di concludere l’ultramarathon in 24-28 ore massimo. Mi porto dietro l’esperienza, che rafforza la consapevolezza nei miei mezzi. Ma adesso ho solo voglia di riposarmi e svuotare il cervello”.

Alla vigilia della “sfida” Sulsenti ha ricevuto il patrocinio dal comune di Santa Croce, il paese della madre e a cui si sente particolarmente legato: “Sì, è vero, ma non si è rivelato molto utile. La mia presenza alla Francigena poteva essere un modo per far conoscere la città anche fuori dai nostri confini. Chi rinuncia, oggi come oggi, a un po’ di pubblicità gratuita? Della mia partecipazione a questo evento, invece, non si è avuta alcuna notizia sugli organi ufficiale del comune. Non voglio far polemica, ma ero l’unico siciliano presente a una competizione unica a livello europeo… Mi aspettavo maggiore visibilità”. Il grazie più sentito va a Orthom Group “che mi ha fornito il materiale tecnico per la gara”. La sfida del camminatore va avanti: “In dicembre conto di essere ai nastri di partenza a Palermo, dove si terrà una 24 ore su pista. Poi sarò di nuovo al Passatore e alla 160 km di Berlino. C’è anche il Gran Prix dell’Etna”. Camminerà, andrà anche piano. Ma un agonista del genere non è roba da tutti i giorni.

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