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Come vivevano i nostri antenati? Per scoprirlo le classi quinte dell’Istituto Comprensivo Psaumide si sono recate al Museo Archeologico di Kamarina. La visita rientra nell’ambito del progetto “Pubblichiamo la scuola”, con il patrocinio del comune di Santa Croce Camerina e la collaborazione di Santa Croce Web.

Il museo è stato costruito sulle fondamenta del tempio della dea Atena, di cui rimangono visibili alcune parti del vecchio muro e della pavimentazione. Al suo interno sono presenti circa 8 mila reperti fra anfore, candele, elmi, monete, relitti navali e corredo funerario. La maggior parte di essi risalgono a circa 2500 anni fa. Nel primo padiglione, che ospita l’archeologia subacquea, i ragazzi sono rimasti colpiti da un elmo di origine greca, conservato in fondo al mare per molti secoli. La loro attenzione, successivamente, si è spostata sul relitto denominato dei “sei imperatori”, sulle numerose monete d’epoca e su una tavola in pietra con l’alfabeto greco inciso sopra.

Ma l’elemento più sconvolgente, almeno per gli alunni, è stato lo scheletro di una donna, trasferito nel museo alla fine degli anni Settanta e conservato all’interno di una teca in posizione fetale. Questo ritrovamento ha aperto gli occhi dei ragazzi su un aspetto curioso: Kamarina, infatti, ha dedicato tre diversi angoli agli scavi archeologici, riproducendo fedelmente gli scorci più interessanti dell’antica realtà cittadina. I piccoli giornalisti, in questo viaggio nel tempo, hanno potuto apprezzare due tipologie di sarcofagi, sistemati nel cortile esterno: quelli decorati, che al loro interno facevano sfoggio di colonne e capitelli, appartenevano alle famiglie più benestanti; gli altri, per niente adornati, erano di proprietà della gente comune. Alcuni sarcofagi, a forma di vasca, servivano invece a ospitare il riposo ultraterreno dei bambini. A proposito di corredo funerario, il museo vanta un’ampia sezione dedicata alle anfore, all’interno delle quali venivano raccolte le ceneri dei defunti.

Visitare il Museo Archeologico di Kamarina ha permesso ai ragazzi di immergersi nella vita dei loro antenati, apprezzarne il valore storico e meravigliarsi per il fatto che un posto così speciale conti oggi su così pochi visitatori.

(Articolo realizzato dalle classi 5°C-5°D)

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