Elettronica, Elettrodomestici, PC, Telefonia, Smartphone | Video Più Shop

Una messa partecipata come raramente se ne vedono da queste parti. Nell’immaginario collettivo di Santa Croce, il 29 novembre è la giornata dedicata a Loris. Ma non è festa. E’ una ricorrenza che lega un bambino scomparso prematuramente al suo paesello. Un paesello che tre anni fa ha vissuto il dramma più grande della sua storia recente. Oggi il circo mediatico e le sue discussioni stanno a zero. O quasi. I giornalisti attendono in piazza Vittorio Emanuele II l’inizio della santa messa organizzata da Davide Stival, il papà di Loris, che arriva in chiesa con l’avvocato e il figlioletto più piccolo. Saluta i bambini, su tutti gli ex compagni di taekwondo del suo angioletto che non c’è più. Prende posto in prima fila. La funzione è officiata da don Francesco Mallemi. C’è anche il sindaco Giovanni Barone, che si concede per qualche battuta: “Rispettiamo la memoria, rispettiamo i parenti, rispettiamo la memoria di Loris. Partecipiamo a questa messa e concentriamoci sul futuro di questo paese, che ritrovi presto la sua tranquillità che ha perso negli ultimi anni. Se Loris ha avuto giustizia? La giustizia umana sicuramente, quella divina pure. Il paese lo ricorda come un bambino dolce. Non lo dimenticheremo”. Al termine della messa, il papà Davide e il fratellino di Loris escono fuori e si concedono al bagno di folla più autentico e genuino. I piccoli atleti del taekwondo gli si stringono intorno per una foto e per l’abbraccio più bello. Espongono uno striscione: “La cintura nera del cielo”. Liberano dei palloncini bianchi per aria.

Davide Stival, già in mattinata, aveva scritto di suo pugno una lettera colma d’amore: “Questo è un giorno particolarmente triste per tutti noi, il terzo anno senza Lorys.  A volte, ritornando con la mente a quel giorno, rivivo quella sensazione di distruzione morale ed affettiva e di tormento senza fine. Sono stati giorni terribili, connotati da un vuoto logorante e da una sofferenza senza fine. Il ricordo di Lorys è sempre vivo e vorrei che questo non fosse soltanto un giorno importante per la sua memoria, ma che acquistasse significato anche per tutti quei bambini che subiscono violenza tra le mura domestiche. Si è tanto discusso in questi giorni della violenza perpetrata negli asili o nelle scuole ai danni dei più deboli. Questi dovrebbero essere luoghi protetti di insegnamento e di crescita, nei quali i genitori possano riporre fiducia e dove i bambini possano relazionarsi in totale sicurezza. Il mio pensiero, oggi, vola lassù oltre le nuvole, nel cielo… Tu, piccola stella luminosa in mezzo a miliardi di stelle, brilli della luce più bella! Il tuo papà”. (si ringraziano per la collaborazione Alessia Cataudella e Peppe Scillieri)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda anche

Appalti più facili, Santa Croce ha la sua C.U.C.: sancito l’ingresso in Trinakria Sud

Ricordate la C.U.C.? Lo strano acronimo sta per Centrale Unica di Committenza, uno strumen…