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Nasce il circolo Cento Passi: “Modificare regolamento imposta di soggiorno”

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Una nuova realtà politica in città. Si tratta del circolo Cento Passi, rappresentazione del mondo della sinistra – stesso nome utilizzato dalla lista di Claudio Fava alle ultime elezioni Regionali – che emerge sul panorama cittadino con un comunicato stampa in cui chiede di cambiare il regolamento sull’istituzione della tassa di soggiorno. Prima di arrivare al dunque, però, sono d’obbligo le presentazioni. Ecco il testo completo della nota giunta in redazione:

“ll Circolo Cento Passi, operante da alcune settimane a S. Croce con finalità politiche, sociali e ricreative, rappresentativo degli iscritti e dei simpatizzanti di ART.1- Movimento Democratico e Progressista e Sinistra Italiana, nonché dei cittadini che si ispirano ai valori della Sinistra, che sosterrà nella prossima campagna elettorale nazionale la lista Liberi e Uguali, invita il Consiglio Comunale e l’Amministrazione a modificare il “Regolamento sull’imposta di soggiorno”, approvato dal Consiglio Comunale, nel luglio scorso su proposta dell’Amministrazione e vigente dal 1° gennaio 2018. Il D.L. 23/2011 stabilisce che il gettito derivante dall’imposta di soggiorno deve “essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”. Tale disposizione è ripresa dal Regolamento all’art. 2, comma 1. Dalle rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Nazionale sull’Imposta di Soggiorno emerge che le Amministrazioni Comunali faticano a dichiarare con chiarezza gli investimenti che effettuano con i proventi riscossi. Inoltre, sono pochi i casi in cui gli Amministratori decidono insieme alle Associazioni di categoria come investire tali proventi, mentre tali somme, spesso, vengono destinate alle attività più varie non sempre in linea con le finalità turistiche. Riteniamo opportuno, quindi, che nel Regolamento venga individuato un organo, largamente rappresentativo delle Associazioni di categoria (operatori turistici, commercianti. ecc.), che possa avere voce in capitolo sull’utilizzo delle somme ricavate dalla riscossione dell’imposta.

Occorre, inoltre, fare chiarezza in merito alla terminologia usata nella individuazione dei soggetti tenuti ai vari adempimenti connessi all’imposta di soggiorno, tenuto conto delle recenti novità normative in materia di “locazioni brevi” cioè per meno di 30 giorni e relativamente a fattispecie ricettive, non normate tra le attività extra alberghiere, quali le “aree di sosta”. Chiediamo all’Amministrazione un comportamento più collaborativo e meno inquisitorio nei confronti dei nostri concittadini che, svolgendo attività turistica ricettiva, in molti casi non imprenditoriale, dovranno sobbarcarsi numerose incombenze burocratiche. L’Amministrazione Comunale, consapevole dell’importanza del flusso turistico, per l’economia del paese, dovrebbe attivarsi per aiutare i cittadini al rispetto delle regole. L’Assessore Frasca, dimenticando di avere dismesso i panni di poliziotto, con piglio trinariciuto e ostile, il 21/12/2017 su Santacroceweb ha affermato: “Incrociando i dati presenti sul web e quelli in possesso dei nostri uffici risulta evidente una discrasia tra strutture regolari e non. A fronte di 52 strutture regolari, infatti, compaiono oltre 400 inserzioni di strutture “sommerse”, che nei prossimi mesi dovranno rimettersi a norma.” Le “strutture sommerse” di cui parla l’Assessore altro non sono che gli immobili, magari ammobiliati, posti in affitto, anche sui siti web, da nostri concittadini utilizzando erroneamente le diciture finalizzate all’attività imprenditoriale extra alberghiera: case per vacanze, appartamenti per vacanze, affittacamere, case per ferie e B&B. L’attività di “locazione turistica privata”, esercitata da chi non è imprenditore, potrà essere svolta, così come è avvenuto sino ad oggi e con il prescritto aggiunto onere futuro di riscuotere l’imposta e versarla al comune, promuovendo gli immobili con la terminologia turistica corretta: case, appartamenti, locazioni, locazioni turistiche, locazioni pure, rooms, apartments, short lets. L’uso corretto dei termini, per la promozione dei propri immobili, evita di incorrere nei reati di pubblicità ingannevole nei confronti dei turisti e concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori del settore. Abbiamo visto, ad oggi, un proliferare di “esperti” al fianco degli Amministratori, forse buoni a consolidare ed allargare il consenso politico e di cui valuteremo l’operato nel tempo, tranne che nel settore turistico, pur essendo l’attività di ricezione trainante per I’economia di S. Croce. L’Amministrazione Comunale e l’Assessore Frasca, in particolare, ricordino che la Comunità di S.Croce va servita e non osteggiata”.

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