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Dopo le polemiche dell’ultimo Consiglio comunale, in cui il gruppo d’opposizione Liberi di Scegliere ha proposto di far scendere alla quota simbolica di tre euro il gettone di presenza dei consiglieri comunali e ha chiesto – contestualmente – che il presidente del Consiglio abbassasse la sua indennità a 800 euro mensili (oggi ne guadagna 1200 lordi, come previsto dalla Legge, ma gliene spettano la metà dato che Mandarà è un dipendente pubblico), la questione è tornata di moda. Come? Attraverso un cartellone esposto in piazza Vittorio Emanuele II nella giornata di ieri, a firma dei tre consiglieri d’opposizione. Nulla di nuovo sotto il sole, ma la volontà precisa di far sapere ai cittadini, anche coloro che non hanno partecipato al Consiglio o semplicemente non sono così avvezzi alle questioni amministrative, che a palazzo di Città si guadagna “troppo”. E che i soldi risparmiati potrebbero andare “a sostegno delle famiglie bisognose di Santa Croce”. E mentre il cartellone fa molto propaganda anni ’90 – che piaccia o meno – il presidente del Consiglio Piero Mandarà ha deciso di affidare la sua replica a Santa Croce Web:

“In questi giorni c’è stato chi ha voluto fare un bel bagno di demagogia gridando allo scandalo perché – a suo dire – il sindaco e gli assessori e dopo ancora il presidente del Consiglio comunale si sarebbero aumentati lo “stipendio”. L’accusa è falsa e priva di ogni fondamento. Né io, né il sindaco, né gli assessori – spiega Mandarà – ci siamo fissati la paga a piacimento: è la legge che definisce quanto ci spetta. Qui di seguito voglio fare chiarezza su tale tema in modo trasparente. Vero che nella precedente legislatura il Presidente del Consiglio comunale percepiva per intero la cifra di 800 euro, ma è anche vero che attualmente il sottoscritto percepirà (quando sarà il momento e in ottemperanza della legge regionale 11/2015) l’indennità di 1221,54 euro, dimezzata del 50% essendo un dipendente pubblico. Naturalmente queste cifre sono indicate al lordo e verranno poi tassate. Ne deriva che percepirò circa 450 euro al mese.

Mi pare ingannevole e non rispettoso dei ruoli istituzionali – che anche i membri dell’opposizione ricoprono – usare questo tema a scopo sensazionalistico e per scandalizzare l’opinione pubblica. Lascio che ciascuno valuti queste considerazioni e le cifre sopra esposte (oltre che il nostro impegno). Sia chiaro: nessuno di noi svolge il proprio incarico per questioni economiche. Chi riveste cariche pubbliche, se lo fa in maniera corretta e responsabile, ha diritto ad avere il giusto compenso (al di là di quelle che possono essere le valutazioni dei cittadini sulle scelte operate dagli amministratori). Spiegare tutto ciò è certamente più faticoso che sparare accuse, gridare allo scandalo o fare facili moralismi.  Mi piacerebbe che tutte le persone che sono impegnate a favore della città con un ruolo istituzionale siano le prime ad essere rispettose di questa dignità, che è un bene prezioso da custodire, non da violare. Mi auguro che le differenti idee e posizioni e le legittime critiche alle scelte fatte, possano trovare motivazioni ed argomentazioni che partano dalla verità, non dal desiderio di denigrare l’avversario.

Per quanto riguarda invece la beneficenza ricordiamoci che il bene si fa in silenzio, tutto il resto è palcoscenico. Esiste un decoro, esiste una dignità, esiste il rispetto. Chi aiuta davvero lo fa in silenzio senza secchi né ciambelle. Prendendo spunto da una frase di Alexander Pope: ‘Fai del bene di nascosto e arrossisci a vederlo divulgato’”.

FRASCA: “ENNESIMO TENTATIVO DI STRUMENTALIZZAZIONE”
L’assessore allo Sviluppo Economico, Filippo Frasca, interviene sulla vicenda: “Quello del gruppo di opposizione è l’ennesimo tentativo di strumentalizzazione della realtà. I cittadini devono sapere – e il presidente del Consiglio ha già rimarcato il concetto – che le indennità vengono fissate da una legge regionale cui noi semplicemente ci atteniamo. Non stiamo rubando soldi a nessuno. Anche il mio stipendio, per motivi legati al reddito, subisce una decurtazione del 41%. Guadagno quindi 700 euro nette. L’opposizione, e chi è stato seduto su quei banchi negli ultimi anni, invece, dovrebbe spiegarmi perché non ha vigilato sui debiti maturati dall’Ente. Parlare di gettoni di presenza a tre euro è una cosa di bassa lega. E’ come se avessero una trave davanti agli occhi”.

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