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“Casuzze passi da Santa Croce a Ragusa”: parte petizione per referendum

Non è un Pesce d'Aprile, ma una proposta che arriva dei social. Colpa della spazzatura...

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“Ringraziamo l’amministrazione per la cura e la solerzia a far funzionare tutto, tranne che a Casuzze. Molto presto partirà una petizione per la raccolta firme e la proposta referendaria consultiva, per sganciare Casuzze dal Comune di Santa Croce Camerina e passare a Ragusa. Purtroppo non ce più nulla che possa salvare il rapporto fra cittadini e comune”. La proposta shock arriva l’1 aprile, tanto da farla sembrare un epico Pesce. Ma più ci si addentra nei meandri dei social, più ci si sofferma su alcuni commenti, più l’ipotesi svanisce. Fanno per davvero.

I casuzzari, esasperati per un sacchetto della spazzatura che da ottobre fa capolino di fronte all’abitazione di uno di loro, arrivano a chiedere la “secessione”. In realtà fanno appello a una raccolta firma per indire un referendum consultivo, di cui poi gli organi deputati dovrebbero voler tenere conto. Un percorso irto di ostacoli (e fra poco spiegheremo il motivo). Ma andiamo alle cause: “Non so se i santacrocesi ne sono a conoscenza, ma (Casuzze) è il villaggio a mare ricadente nel vostro territorio, più grande e con la più alta densità abitativa nel periodo estivo, è tanto grande quanto Santa Croce Camerina. Ma al comune interessa solo una cosa, il gettito fiscale proveniente da questo territorio – scrive il signor Rinaldo Cappello, esponente dell’associazione Viviamo Casuzze, su Facebook ­–. Ho lasciato la borgata l’8 ottobre e dopo una settimana ho trovato questo sacco di immondizia difronte casa mia. A distanza di sei mesi, il sacco è ancora al suo posto”. Cappello lamenta un disservizio lungo sei mesi e, più in generale, un totale scollamento fra il comune di Santa Croce e la sua borgata a mare: “Purtroppo – scrive nel post – non ce più nulla che possa salvare il rapporto fra cittadini e comune”.

Il post su Facebook

Tra i commenti al post spunta quello di Filippo Frasca, assessore alle Borgate e residente proprio nella frazione: “Ma se tu è da ottobre che lo vedi messo lì, chiamami, raccoglilo… Non farne un report. Non serve macchiare l’immagine per nulla se vogliamo i turisti. Ma per te che non campi di turismo, questo è difficile da capire. Per gli spostamenti di territorio esonerami dal risponderti, vatti a guardare le norme. Rinaldo, vieni a vivere qui anche d’inverno e togli quel sacchetto se non ti è troppo disturbo, perché vengo, lo tolgo io e la faccio io la buona azione. Che ti costa, non la fai così la campagna elettorale per Ragusa. Ho dato a Casuzze la consulta territoriale: usala, fatela partire, fatela con chi ritenete, avviate la procedura. Usa lo strumento che ho creato mettendoci pure i soldi del 2% dei trasferimenti regionali”.

Cappello replica: “Il giorno in cui vi deciderete ad invitarci ad un tavolo di concertazione, noi saremo pronti ad intervenire. Per il resto libero di esprimermi per come più mi aggrada, non sono in campagna elettorale, non rappresento nessun simbolo e nessun partito, rappresento solo Casuzze, se poi a qualche casuzzaro non piace ciò che scrivo, accetterò il suo confronto. Il sacco farà la fine degli altri e della sporcizia che gli altri lasciano, lo toglierò io, come tutti facciamo da anni, sia in inverno e soprattutto in estate”.

Ma torniamo alla questione referendaria. Il referendum consultivo è uno strumento di ispirazione popolare, ma non vincolante per i governanti: dipende, appunto, da quale valore attribuiscono alla consultazione popolare. I referendum di tipo comunale e provinciale, inoltre, sono sottoposti alle normative stabilite dalle singole Amministrazioni nei propri Statuti o Regolamento. Dando un rapido sguardo allo Statuto comunale di Santa Croce Camerina, si parla di referendum consultivi all’art.64: “Sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale, al fine di sollecitare manifestazione di volontà, che devono trovare sintesi nell’azione amministrativa. Non possono essere indetti referendum: in materia di tributi locali e di tariffe, su attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali (…). Soggetti promotori del referendum possono essere: l’8% del corpo elettorale o il consiglio comunale con i 2/3 dei consiglieri assegnati”.

Gli aventi diritto al voto sono poco più di 7100. Con 600 firme, in teoria, si porta a casa il referendum. A votare, però, sarebbero i residenti nel territorio di Santa Croce e non indiscriminatamente tutti i possessori di seconda casa nel territorio di Casuzze. E, inoltre, l’Amministrazione di Santa Croce sarebbe libera di ignorarlo. La strada è in salita, i tempi lunghi. E se nel frattempo il sacchetto della spazzatura fosse ancora lì?

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