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Panarello: pm chiede conferma 30 anni. La difesa: “Nuova perizia psichiatrica”

Si è celebrata l'udienza di fronte alla Corte d'Assise d'Appello di Catania

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Il pm Marco Rota ha chiesto la conferma a 30 anni di reclusione per Veronica Panarello, colpevole di aver ucciso il figlio Loris il 29 novembre 2014 e di averne occultato il cadavere in un canalone. Questa mattina è ripreso il processo di secondo grado di fronte alla Corte d’Assise d’Appello di Catania. In aula anche Veronica. La requisitoria del pubblico ministero è durata mezz’ora. Dopo l’intervento di Rota, che ha seguito per intero le indagini e ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado (emessa a ottobre 2016), hanno parlato anche Francesco Biazzo, il legale di Andrea Stival, del figlio minore e della nonna paterna Pinuccia Aprile, e Daniele Scrofani, avvocato di Davide Stival. È probabile che non si finisca entro oggi e che ci sia bisogno di un’ulteriore udienza per concludere la parte dedicata ai familiari della piccola vittima.

In seguito toccherà all’avvocato difensore Franco Villardita, che nella sua arringa ribadirà l’innocenza della sua cliente relativamente al reato di omicidio. La Panarello, da qualche tempo a questa parte, si ritiene colpevole (e pronta a scontare la relativa pena) per non aver aiutato il figlio a divincolarsi dal nonno, che lei reputa l’autore materiale del delitto. I termini d’indagine su Andrea Stival, però, sono scaduti e sul suo conto non è stato trovato nulla di significativo. Villardita tenterà, per l’ennesima volta, di richiedere un confronto all’americana fra la sua cliente e il suocero – descritto dalla Panarello come il suo amante – che è stato già negato dai giudici.

Ma prima dell’ingresso in aula l’avvocato difensore ha già anticipato alcune delle sue mosse: “Al termine della mia discussione al processo – ha spiegato Villardita – riproporrò la richiesta della riapertura del dibattimento finalizzata alla nuova perizia psichiatrica che ci è stata negata in apertura del processo di secondo grado. La Corte in quel caso non è stata risoluta, si è espressa dicendo che allo stato rigettava la mia richiesta. Oggi alla luce della requisitoria dei pubblici ministero ritengo sia necessaria la perizia psichiatrica…”. La nuova sentenza, al netto di eventuali repliche, è attesa entro l’estate.

In mattinata, intervistato da Mattino Cinque, il padre di Veronica Panarello, Franco, ha confermato il suo appoggio incondizionato alla figlia: “Ci siamo visti settimana scorsa, le ho detto di non mollare perché abbiamo di fronte una lunga battaglia. Lei dice di non aver ucciso il mio nipotino e io le credo”.

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