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Sussurri e grida

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Sabato 21 aprile, in una bella serata di primavera, nell’aula consiliare è stata rievocata e commemorata una fase storica della nostra cittadina. Nel lontano 1863, con Regio Decreto a firma dell’allora Sovrano d’Italia, Vittorio Emanuele II°, al nome della città, Santa Croce, veniva aggiunto Camerina. Pare che a quel tempo, riportano i bene informati, la diatriba sia stata feroce. C’era chi voleva aggiungere Caucana, chi Kamarina, ma alla fine, sbagliando, è stata aggiunta Camerina (piccola camera), che non c’entra niente con la finalità per cui è stata aggiunta, ma tant’è. Questo ci è stato affibbiato e questo dobbiamo tenerci.

La ricorrenza è stata pensata, organizzata e realizzata dalla neo associazione Pro-Loco Kamarinense, rappresentata dal suo presidente Dott. Raffaele Agnello. C’erano per l’occasione alcuni sindaci del passato: il prof. Alfredo Mandarà, l’insegnante Orazio Gulino, l’avv. Giuseppe Barone, il sig. Guglielmo Iurato; c’erano anche alcuni consiglieri comunali di un passato mai dimenticato, tutti commossi e bravi a rievocare i tempi in cui hanno governato la città. Il prof. Mandarà ha ricordato come il primo compromesso storico della storia d’Italia avvenne proprio a Santa Croce, “per non cedere ai ricatti dei partitini, abbiamo deciso di far nascere una amministrazione fra Democristiani e Comunisti”. Gli fa eco Orazio Gulino, che conferma. Insomma una bella cerimonia tra storia e attualità. Alla fine tutti i presenti hanno voluto ribadire lo stesso concetto: “Non era la gloria, la grande fama o la remunerazione, ma era l’amore per il territorio che ci portava ad amministrare la comunità”.

A noi osservatori esterni, però, qualcosa ci ha colpito: l’assenza silente, ma allo stesso tempo rumorosa, degli ultimi tre sindaci in ordine di tempo. Mancavano: Gaetano Cascone, il primo Sindaco eletto con la nuova legge, direttamente dal popolo, che ha governato il paese per nove anni; mancava Lucio Schembari, che ha governato per dieci anni, e mancava Franca Iurato, ultimo sindaco in ordine di tempo, la seconda sindaco donna della storia di Santa Croce. Perché? Uno di questi sindaci qualche mese fa, in campagna elettorale, ha utilizzato non a caso lo slogan “ci vuole un sindaco per fare il sindaco”: questa assenza, invece, come dobbiamo interpretarla? Per carità siamo ancora in democrazia e chiunque può fare quello che meglio gli aggrada. Cascone, che ha partecipato ad altre manifestazioni e si accinge a collaborare con questa amministrazione attraverso l‘associazione di cui è presidente per risistemare il Museo Civico, come mai non era presente (forse fuori sede)? E la Iurato? La nostra è semplice curiosità. Non vogliamo sindacare sulle vicende altrui, però che coincidenza, mancavano proprio gli ultimi tre, come se si fossero passata voce…

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