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Consiglio, la maggioranza incassa e tiene. Commissione per gli abusi edilizi

Scintille in avvio fra il sindaco Barone e il gruppo "Liberi di Scegliere"

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Alla prova del nove la maggioranza tiene e non si sfalda. Qualche divergenza di vedute su un paio di punti, ma niente rottura. Anche se all’inizio i muri tremano: il sindaco Giovanni Barone abbandona l’aula dopo la ramanzina di Lucio Schembari: “Quando si viene attaccati da un componente della propria giunta, si dovrebbe avere il coraggio di sospenderlo. Il sindaco – ha chiosato l’ex inquilino di palazzo di Città – non ha in pugno la situazione”. Barone, che non ha alcuna intenzione di “partecipare a un comizio in aula”, tuona e abbandona i lavori prima di essere invitato dal presidente del Consiglio a tornare. Sono gli effetti del caso Api.

Torniamo, però, un attimo indietro. La seduta comincia con l’istituzione del nuovo gruppo consiliare di Alleanza Popolare per l’Italia (composto da Zisa, Cappello e l’assessore Frasca), che aveva individuato – per risolvere ogni grana e spazzare via i personalismi dall’attività di governo – l’azzeramento della giunta. L’opposizione chiede conto al sindaco, anticipando e integrando l’interrogazione al punto 29) su Giavatto, delle recenti dichiarazioni a mezzo stampa, in cui Barone sostiene che “stiamo lavorando bene e non ho motivo di azzerare alcunché”. Il sindaco conferma la versione dei giornali, così l’opposizione chiede di trasformare l’interrogazione in mozione e puntare dritti all’azzeramento. Ma Api non prende la palla al balzo, suggerendo ad Agnello e soci a ritirare la proposta.

La seduta, a lungo ferma, riprende sul tema degli abusi edilizi con la lettura di un parere legale giunto a destinazione dopo un anno di attesa. Ma anziché valutare, caso per caso, 13 situazioni critiche che si protraggono da anni, si decide per l’istituzione di una commissione consiliare di cui faranno parte Giavatto, Cappello, Zago e Agnello in rappresentanza dei gruppi politici di riferimento. Assieme a loro il sindaco (o un suo delegato) e il presidente del Consiglio Mandarà. Di volta in volta ci sarà spazio per esperti e tecnici. Le singole questioni andranno valutate con attenzione, anche se la tendenza – come espressamente dichiarato dal sindaco durante un intervento – è salvaguardare le abitazioni sorte dopo l’1 gennaio 1976, che non per questo deturpano l’ambiente e contribuiscono ad acuire la questione idro-geologica. “Mettiamoci una mano sul cuore” ha chiosato il primo cittadino. Da parte dell’opposizione zero aperture: “La commissione non serve – ha ribadito Schembari nel suo intervento -. L’Amministrazione deve farsi carico di questa situazione e portare una proposta deliberativa chiara in Consiglio, avvalendosi di tutti i legali che servono. Deve prendersi le proprie responsabilità”.

Durante il voto sull’istituzione delle commissioni, l’opposizione ha abbandonato l’aula e non vi ha più fatto rientro. Sono stati sorteggiati i nomi dei componenti del collegio dei Revisori dei conti (Sorbello Rosario, Cavallaro Mario, Di Bartolo Angelo), è stato approvato lo studio di dettaglio del centro storico di Punta Secca, così come il regolamento comunale sul cerimoniale. Qualche frizione sul punto 21: il gruppo Insieme – con Giavatto, Galuppi e Mandarà – non ha dato parere favorevole alla manifestazione d’interesse per l’acquisizione e l’utilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata, ma la delibera è stata comunque approvata per il voto favorevoli degli altri quattro membri della maggioranza. Tutte le interrogazioni, invece, sono state rinviate per l’assenza dei proponenti.

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