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Il mito delle Primizie di Montalbano: “Marchio importante e da rilanciare”

Mandarà di Fare Ambiente: "Ultima ancora di salvezza per i produttori"

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Era il 29 aprile del 2014 quando a Santa Croce Camerina si inaugurava la nuova stagione di marketing per le produzioni agricole locali. Quale miglior scelta per il nome di un marchio, se non quella che lo identificava con un territorio già noto fuori dai confini isolani. Era presente anche l’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, in piena campagna elettorale, la quale aveva dato la sua benedizione alla presentazione ufficiale del marchio geografico collettivo “Primizie di Montalbano”.

La biblioteca comunale, che aveva accolto l’evento, era gremita di persone, soprattutto produttori che aspettavano con ansia la nascita del nuovo strumento grazie al quale si potevano meglio valorizzare i prodotti caratteristici delle aziende ricadenti nel territorio del Comune di Santa Croce Camerina e nelle zone ad esso limitrofe, caratterizzati da importanti qualità sia dal punto di vista della sicurezza alimentare, della buona pratica agricola e salvaguardia ambientale, nonché della tracciabilità. L’Assessore Stancheris aveva inoltre apprezzato l’invito fatto dal presidente dell’Organismo di gestione e controllo del marchio, Guglielmo Occhipinti, agli agricoltori presenti affinché la semplice adesione avrebbe consolidato quel progetto che nasceva in uno dei momenti più critici dell’economia agricola, ma che proprio per questo voleva essere uno sprono a continuare a fare bene perché solo puntando sulla qualità si poteva fare la differenza sui mercati.

“Quel marchio che riteniamo ancora importante – dice Salvatore Mandara’ di Fare Ambiente – che risponde a tutti i requisiti etici e di rispetto ambientale, rimane l’unica ancora di salvataggio per quelle imprese che ancora credono che l’economia di questa città possa ancora passare dalle mani degli imprenditori agricoli, dal sole e dalla nostra terra. Spetta adesso, dopo quattro anni, al nuovo assessore avviare politiche che non sperperino denaro pubblico e che diano il giusto riconoscimento alle nostre produttività”.

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