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Le reazioni post-Consiglio, Barone: “Abusi tema serio, sbagliato fuggire”

Il presidente Mandarà: "Il Consiglio rimanda da anni, dobbiamo affrontare il problema"

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La giunta non verrà azzerata. Qualsiasi altra speculazione, da questo momento in poi, sarà destituita di ogni fondamento. Il sindaco Giovanni Barone, a chiare lettere, conferma che la situazione è rientrata: “Un gruppo che mi sostiene ha espresso un giudizio, magari in modo un po’ iperbolico. Ma non vedo alcuna necessità di procedere a questo azzeramento. Anzi, dirò di più: la giunta è più unita che mai”. Una pietra tombale su qualsiasi ipotesi di rimpasto, che era circolata anche durante la seduta del Consiglio comunale di ieri sera. L’opposizione aveva chiesto di poter trasformare l’interrogazione su Giavatto, già integrata con un quesito sulla querelle fra il sindaco e il gruppo Api, in mozione e arrivare così all’azzeramento. Il tentativo, andato a vuoto, ha fatto arrabbiare molto Giovanni Barone, protagonista di alcune schermaglie con Agnello e Schembari: “Mi sono arrabbiato perché dopo una risposta da parte del sottoscritto, nelle vesti di capo dell’Amministrazione, il richiedente doveva semplicemente dire se fosse soddisfatto o meno delle risposta. E non cercare di mettere su un comizio”.

Fra gli elementi di punta della seduta di ieri, c’è ovviamente l’istituzione di una commissione consiliare ad hoc per trattare il tema dell’abusivismo. L’opposizione, che si era opposta alla sua creazione (“Perché la patata bollente è nelle mani dell’Amministrazione, che deve prendersi ogni responsabilità e arrivare in aula con una proposta deliberativa sulle case da abbattere”), ha abbandonato l’aula al momento del voto: “La minoranza si è sottratta a un impegno forte – ha dichiarato il sindaco a Santa Croce Web – Quando fai il consigliere comunale non puoi fuggire di fronte a un tema così delicato. Abbandonare l’aula non vuole dire andare contro l’Amministrazione, ma contro la città. I consiglieri – aggiunge Barone – sono chiamati a esprimere un parere previsto per legge e, la decisione se abolire o meno un fabbricato abusivo acquisito a pubblico patrimonio, spetta ai consiglieri. A questo serve la commissione: a studiare tutti i casi e arrivare a delle giuste conclusioni”.

Anche se il sindaco, come preannunciato in aula, non è per l’abbattimento: “La legge dice che se un fabbricato abusivo costituisce un ostacolo al sistema idrogeologico e va in contrasto coi beni ambientali e paesaggistici non si può salvare. Se, però, non ricorrono queste condizioni, non puoi condannarlo alla demolizione. La nostra fascia costiera è deturpata e cementificata in ogni angolo. Se ne demolisci uno su mille non ottieni alcun beneficio”.

Anche il presidente del Consiglio Piero Mandarà si esprime sul tema degli abusi edilizi: “E’ sbagliato lasciare l’aula e sostenere che le responsabilità siano solo dell’Amministrazione. Il Consiglio comunale, da anni, ritarda la trattazione di questo tema. E adesso, dal momento che siamo qui a rappresentare le istanze dei singoli cittadini, tocca a noi discuterne. La commissione va in questa direzione: farsi carico di un problema così complesso, analizzarlo nei dettagli e giungere a una soluzione che sia congeniale anche per i proprietari”. Sull’azzeramento: “E’ normale che in una maggioranza di governo esistano delle divergenze, ma è meglio discuterne all’interno. Ci sono delle cose da aggiustare, ma non reputo che l’azzeramento sia un provvedimento necessario. Ogni gruppo rappresentato in Consiglio ha modo di incidere, come e quando vuole, sui propri rappresentanti all’interno della giunta”.

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