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“Facciamo cambio con P.Braccetto?”. Casuzze al centro delle elezioni ragusane

Il candidato del Pd Calabrese: "Lavoriamo all'annessione. S.Croce non offre servizi"

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Ci danno Punta Braccetto, gli lasciamo Casuzze. Sembra risiko, tutt’al più fantapolitica. Ma qualcuno ci pensa per davvero. E’ il candidato sindaco di Ragusa, Peppe Calabrese (sostenuto dal Pd e da quattro liste civiche) che ha riportato la tematica al centro della campagna elettorale per le Amministrative: “Possiamo fare uno scambio, ne parleremo con il sindaco Barone” ha sorriso Calabrese durante un intervento a Radio Ragusa, stimolato da una domanda del nostro direttore Mandarà. Poi, tornando serio, è andato a fondo nella questione: “Tutto deve passare da un referendum popolare, che il nostro regolamento prevede. Vogliamo dar voce ai cittadini di Casuzze, che sono per la maggior parte ragusani. Casuzze merita una gestione diversa rispetto a quella che oggi subisce. Il comune di Santa Croce prende i soldi dalla tasse, ma i servizi sono scarsi. In tanti ci chiedono di essere annessi al territorio di Ragusa. Un paio di candidati del Consiglio per la lista Pericentro stanno lavorando su questa eventualità, per dare una speranza ai casuzzari”.

E mentre Rinaldo Cappello, ospitato qualche settimana fa negli studi di Santa Croce Web e “leader” del comitato di Casuzze, ha scelto di candidarsi nelle liste che sostengono Peppe Cassì, a Calabrese resta un altro tarlo. Affrontare la questione Punta Braccetto, borgata le cui competenze sono ripartite proprio con Santa Croce: “C’è un problema di rete idrica e di viabilità. Non siamo mai riusciti a concludere un protocollo d’intesa con Santa Croce, perché non vogliamo che i residenti di Punta Braccetto paghino l’acqua a peso d’oro come avviene ai santacrocesi con la Mediale. Va bene una convenzione, va bene tutto, ma il prezzo dell’acqua deve essere quello indicato nel regolamento del comune di Ragusa”.

L’INTERVENTO DI PEPPE CALABRESE DAL MINUTO 24’20

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1 Commento
  1. Rinaldo Cappello dice

    Si torna sull’argomento e come sempre lo spazio è maggiormente dedicato a un candidato Sindaco, piuttosto che a un candidato al consiglio.
    Detto questo, ritengo necessario puntualizzare su alcuni aspetti della vicenda, in cui il sottoscritto sono stato più volte etichettato sui social e non, come il secessionista e molto altro, anche in modo offensivo, alla quale non ho mai risposto alla lettera e non ho mai agito per via legali.
    Come tutti sanno, da tempo ho avviato una petizione contro i disservizi del comune di Santa Croce Camerina, sul territorio di Casuzze e borgate limitrofe, in cui si evincono le problematiche di cui i firmatari chiedo ed attenderanno una risposta, ma non si parla di referendum.
    Una petizione che non è stata gradita dai santacrocesi (ovviamente), ma che furbescamente e senza nessun rispetto dell’etica politica, il candidato Calabrese ha volutamente cavalcare, annunciando un referendum, durante un’assemblea che riguardava tutt’altro e alla quale non era stato avvisato, anzi avevo fatto sapere tramite l’on Nello Di Pasquale, che non doveva portare il Calabrese.
    Anche il giorno dopo, Calabrese ha rimarcato le sue intenzioni in un’altra trasmissione, cosa che ha fatto anche l’altro ieri e che l’articolo di cui sopra, riporta anche il video della trasmissione.
    Il tutto è cominciato, quando il sottoscritto fu ospite di una vostra trasmissione con Frasca e Agnello, dove successivamente il Calabrese mi rimproverata di aver fatto mia una idea sua. In quella occasione gli ho dimostrato, che da anni ho più volte lanciato proposte di scambio con Punta Braccetto e in seguito sui social, ho proposto ai casuzzari azioni referendarie.
    Durante l’ultima legislatura delle circoscrizioni, io ero consigliere in quella dell’Ovest, era la legislatura fra il 2006 e il 2011, ed io proposi al consiglio comunale, la proposta di scambio. Proposta morta nei cassetti dell’allora consigliere Calabrese, dei suoi colleghi di opposizione e anche di maggioranza, nonché dalla giunta del suo allora nemico on. Nello Di Pasquale.
    Nel 2014, 2015 e 2016, prove rintracciabili di cui ne ho fornito i link a Calabrese, già scrivevo di referendum a Casuzze, in diatriba con l’allora assessore Giansalvo Allù.
    Queste cose Calabrese le sapeva già, prima di cavalcare l’onda elettorale e la mia petizione, infatti in un messaggio si scusava per aver pensato di essere stato lui il primo “pensante”, ma da “”buon”” politico, si è rimangiato tutto ed ha proseguito in una campagna elettorale, degna di chi non sa più dove aggrapparsi.
    Due cose mi fanno rabbia…
    La prima, che a lui non è stato riservato lo stesso trattamento che ricevo io giornalmente.
    La seconda, che il sig. Calabrese ha dichiarato di fare il referendum se diventerà sindaco, per annettere il territorio di Casuzze a Ragusa, ma che nel contempo ha dichiarato in un incontro a Marina di Ragusa con la Pro-loco, che è contrario ad ogni forma secessionistica a prescindere e che non condivide il pensiero dei residenti a Marina, di staccarsi dal comune di Ragusa.
    Signori…
    Ditemi voi dove sta la coerenza e soprattutto l’etica, perché sinceramente allora potrei candidarmi a Presidente della Repubblica.
    Grazie.

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