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Coldiretti in marcia su Palermo: protesta per cartelle esattoriali esose

Anche la sezione di Santa Croce ha aderito alla protesta

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In diecimila, tra agricoltori e allevatori, hanno sfilato in corteo dal Politeama fino a Palazzo d’Orleans, a Palermo, dove una delegazione è stata ricevuta dal presidente della Regione Nello Musumeci. Anche gli imprenditori agricoli della Coldiretti di Santa Croce Camerina hanno protestato contro le bollette esose che sono arrivate in questi giorni dal Consorzio di Ragusa. “È diventata una situazione non più sostenibile – dicono Daniele e Gaetano (nella foto) – la crisi dei prezzi ha già abbattuto diverse aziende agricole e dell’indotto. Dulcis in fundo, le cartelle esattoriali particolarmente esose”. Infatti i costi si sono notevolmente alzati per la mancanza di fondi della regione per la copertura dei servizi. Così nel ricalcolo per l’immissione in ruolo sono stati calcolati anche i pesi della criticità economica in cui versano questi enti. Per il comparto agricolo, già profondamente segnato dalla terribile crisi economica, si tratta di un ulteriore grave peso, un colpo durissimo, visto l’importo delle singole cartelle, che ricadrà esclusivamente sulle sole spalle dei nostri agricoltori.

Per il presidente regionale Francesco Ferreri “tra i motivi della protesta spicca la situazione di blocco causata dalla burocrazia che impedisce ai giovani di insediarsi. Migliaia di domande presentate sono ferme negli uffici  e non si intravede ancora la fine dell’iter”. “Gli interventi delle misure a superficie latitano – aggiunge – e gli agricoltori che hanno scelto di convertire le aziende in biologico, investendo ingenti risorse economiche e aumentando sensibilmente il carico di lavoro, sono ancora in attesa del completamento della liquidazione delle pratiche dell’annata 2015. Per gli anni successivi non si hanno ancora notizie. Tanti interrogativi – conclude – riguardano anche la concertazione su altri temi emergenti del settore come per esempio l’Ocm vino. Nonostante l’incontro  in assessorato, in cui tutte le parti, unanimemente, hanno indicato le azioni da mettere in campo, ci si è ritrovati con un bando che non risponde alle esigenze del territorio”.

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