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Consiglio comunale aperto, coro e bersaglieri: S.Croce rievoca la storia FOTO

Celebrato il 155° anniversario del regio decreto da cui nacque Santa Croce Camerina

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Un appuntamento per rinsaldare i legami con la storia, riappropriarsi dell’identità e guadare al futuro con un velo d’ottimismo in più. E’ servita a questo, e non solo a questo, la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Santa Croce che si è tenuta ieri sera. Aula strapiena, pubblico delle grandi occasioni e autorità sparse, fra cui il sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, e il commissario del Libero Consorzio di Ragusa, Salvatore Piazza. Il coro della Pro Loco Kamarinense ha scandito i vari momenti della serata.

L’esordio è toccato al presidente del Consiglio comunale in carica, Piero Mandarà, che ha ringraziato gli intervenuti e ha ricordato nel suo discorso, le funzioni da “arbitro” del presidente e invitato ai cittadini ad amare con forza Santa Croce, “perché senza il nostro paese non saremmo ciò che siamo oggi”. La consigliere con delega alla Cultura, Antonella Galuppi, ha ricordato i contorni del regio decreto che 155 anni fa cambiarono la denominazione della città da Santa Croce a Santa Croce Camerina. Gaetano Cascone, presidente della società santacrocese di Storia Patria, ha elencato i componenti del Consiglio comunale che nel 1862 richiesero a Vittorio Emanuele il nuovo imprimatur, fornendo numerosi aneddoti, fra cui l’arrabbiatura del popolo vittoriese di fronte all’istanza inoltrata dai nostri concittadini. Il sindaco di Vittoria Moscato ha ribadito la vicinanza e l’amicizia fra i due territori, mentre Piazza ha evidenziato quanto sia importante, in un’epoca di confronti globali, riaffermare il senso identitario di un territorio e di un popolo.

Il sindaco di Santa Croce, Giovanni Barone, si è soffermato su un paio di concetti: in questa casa, che è il palazzo comunale, nessuno degli amministratori deve sentirsi a casa propria, ma agire nel rispetto della collettività che rappresenta; inoltre, la continuità amministrativa. “Quando un progetto nasce non ha padre né madre, ma si sviluppa nel solco della città che ne diventa unico artefice e beneficiario. Ne è un esempio il museo demologico”. Per la Pro Loco, ideatrice dell’evento, hanno parlato il tesoriere Calogero Termini e il presidente Raffaele Agnello. Al termine dei vari interventi è stato scoperto l’albo in cui compaiono volti e nomi dei presidenti del Consiglio che si sono succeduti dal 1993 in poi. La Fanfara dei Bersaglieri, risorta in questi mesi come l’araba fenice, ha salutato in piazza Vittorio Emanuele II i cittadini presenti con un breve concerto. GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DEL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

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