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L’offensiva di Agnello: “Sindaco senza leadership, solo magre figure”

Il consigliere d'opposizione: "Pochi soldi per i bagnini, non per le feste"

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“Il ruolo dell’opposizione è vigilare. Ma non siamo soltanto noi a ritenere che le capacità di gestione e di leadership del sindaco siano molto approssimative”. Luca Agnello (Liberi di Scegliere), dopo aver ringhiato dai banchi dell’opposizione, non fa sconti al capo dell’Amministrazione nemmeno nel corso dell’intervista rilasciata a Santa Croce Web. Primo punto: la richiesta di sospensione dell’assessore Filippo Frasca da parte del consigliere Cappello, che ieri era si è dichiarato indipendente: “Non è tutto rose e fiori come il sindaco fa apparire all’esterno – dice Agnello -. Il dato politico è agghiacciante: o il consigliere Cappello sta facendo qualche manovra, oppure ha aperto gli occhi e si è reso conto dell’inconcludenza dell’assessore Frasca. E’ un problema politico che il primo cittadino non può più sottovalutare”.

In attesa di conoscere la replica – o eventualmente le contromosse di Giovanni Barone – Agnello torna sul tema del momento, ossia la mancata attivazione del servizio di vigilanza e salvataggio sulle spiagge: “Il sindaco non può permettersi di dire che il servizio durerà solo 45 giorni perché quelli sono i soldi a disposizione. L’Amministrazione non si è creata alcun problema a spendere e spandere denaro per le feste: dallo spettacolo di San Giuseppe alle celebrazioni del 2 giugno. Ma adesso non mi si venga a dire che mancano per i servizi… Contesto la premessa di questa faccenda, ma anche il metodo: non puoi affidarti alla disponibilità di una sola associazione, che fra l’altro non ha visto soldi nell’ultimo anno. E se quell’associazione decidesse che il servizio non vuole più farlo? Che succede? Bisognava fare una manifestazione d’interesse e chiedere se c’erano alternative. E, infine, è anche ingiusto sostenere che il servizio lo paga solo il Comune: è così dal 2013 ormai, non deve e non può diventare un alibi”.

L’Amministrazione ha anche ritirato una delibera di giunta perché non era competenza del Consiglio mettere il becco sulle tariffe da imporre ai residenti di Punta Secca per garantirsi un parcheggio stagionale nella borgata: “Si è trattato di una magra figura a livello istituzionale, burocratico e politico – contesta Agnello – Nessuno ha coinvolto le associazioni di categoria, la consulta del Turismo o anche i semplici cittadini. Si pensava di operare con una variazione di Bilancio che non è stata ancora fatta. E inoltre, sotto il profilo politico, stai mettendo le mani nelle tasche dei residenti: cioè, anziché incentivare il turismo facendo pagare i servizi al turista, lo incentivi facendo pagare i residenti? Loro avrebbero diritto a un pass gratuito per parcheggiare. Non capiamo di quale ragionamento sia stata figlia questa iniziativa, se non quello di fare cassa”.

Anche alla lettura del bilancio annuale del sindaco Barone, Agnello ha avuto da ridire: “Per l’agricoltura, a parte la serra di via Rinzivillo, non s’è fatto niente. Sono stati approvati una serie di regolamenti che non hanno avuto alcuna attuazione pratica, penso alla Consulta dei Migranti. E, sul tema della differenziata, l’Amministrazione ha dormito per un anno intero. Adesso, a causa del diktat di Musumeci, stiamo correndo con tutti i disagi e i disservizi che questo causa ogni giorno. Inoltre non si è tenuta alcuna assemblea coi cittadini, come era scritto nel programma elettorale. E una mia richiesta di adesione a un bando da 15mila euro a fondo perduto, per un cinefestival da tenere nella nostra fascia costiera, è stata rispedita al mittente. Di che stiamo parlando?”.

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