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Caucana, “quelle sculture non sono autorizzate”: la replica dell’archeologo

Una nota del dottor Scerra ripercorre la vicenda: "Le bitte vanno tutelate"

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Non si placa la polemica sulla realizzazione di alcune sculture sulla pietra pece che nelle ultime settimane hanno “abbellito” la spiaggia di Caucana. Le opere poste in essere dall’artigiano comisano Raffaele La Raffa hanno riscosso il consenso unanime dei bagnanti. Non quello del dott. Saverio Scerra, che durante un sopralluogo ha rilevato alcune criticità sull’opera del “mastro”, portando così all’interruzione dei lavori. Adesso, con una nota fatta pervenire in redazione, l’archeologo spiega i motivi del suo intervento. Ecco le dichiarazioni che riportiamo integralmente.

“Per quanto alle polemiche dei giorni scorsi relative al mio intervento sull’arenile della c.d. Anticaglie di Caucana, dove il Sig. La Raffa stava ultimando la realizzazione di alcune sculture in pietra pece, vorrei fare alcune precisazioni:

  1. L’area nella quale sono intervenuto (Foglio 39, particella 126, Demanio Pubblico) è sottoposta anche a tutela archeologica (area del porto dell’antica Caucana) paesaggistica ai sensi del D.Lvo 42/04 (codice dei Beni Culturali e del paesaggio).
  2. Per quanto al punto 1, nel tratto di arenile dove il Sig. La Raffa stava all’atto del sopralluogo (sottolineo, arenile archeologicamente tutelato), è la presenza di due bitte d’ormeggio antiche, a pochi metri dall’edificio 15 del Parco Archeologico di Caucana. Si temeva che il Sig. La Raffa le avesse, inconsapevolmente, danneggiate.
    Lo stesso Sig. La Raffa, verificato dallo Scrivente (che per altro, nella giornata di sabato, era libero dal Servizio) che nessun danno era stato arrecato ai manufatti antichi, è stato messo al corrente della consistenza culturale dei due manufatti ed è stato, cortesemente e sottolineo cortesemente, invitato, NON a sospendere i lavori in generale, ma a non fare oggetto della sua attività le bitte d’ormeggio antiche. L’attività di cui sopra era stata anche segnalata ai colleghi della Soprintendenza del Mare che mi hanno invitato informalmente e per le vie telefoniche a verificare quanto stesse accadendo;
  3. Il Sig. La Raffa all’atto della mia cortese richiesta, alteratosi un po’ e dopo avere asserito che lo Scrivente fosse in errore in merito al valore culturale dei due manufatti oggetto dell’intervento, affermava, di sua assoluta e spontanea volontà, che avrebbe sospeso tutte le sue attività che del resto pare fossero in fase di ultimazione.
  4. L’estemporanea, ma pregevole, vena artistica del Sig. La Raffa non era assolutamente prevedibile e preventivabile dal parte della Soprintendenza che fino ad oggi non ha mai pensato alla asportazione dei manufatti (solo di recente riscoperti e fatti oggetto di studi) che per consistenza e peso richiedono grande impegno anche economico per un loro eventuale trasferimento in altra sede. La cosa, ovviamente, ritengo, sarà ora presa in debita considerazione.
  5. A ridosso delle due antiche bitte è stata posta in essere (da villeggianti della zona, a detta del Sig. La Raffa), una panchina di forma emiciclica, realizzata con blocchetti e pietrame minuto, a tratti consolidati da leganti che, in atto, appare priva di autorizzazioni di sorta così come nessun Ente pare abbia autorizzato il Sig. La Raffa a realizzare i manufatti di cui sopra nel Demanio Pubblico!
  6. Le proteste dei bagnanti (appena due/tre presenti all’atto del sopralluogo) relative alla tenuta dell’Area Archeologica di Caucana, sembrano inconsistenti, nella consapevolezza che la stessa è fruibile ed è stata di recente ripulita dalle sterpaglie stagionali per la meritoria opera di tecnici, uomini e mezzi della Forestale e grazie alla libera iniziativa dei componenti il Comitato di cittadini che attualmente la ha in gestione.

La medesima Area Archeologica è monitorata dalla Soprintendenza di Ragusa per effetto dell’azione dei marosi che, di recente, hanno ripreso a erodere la battigia e i costoni sabbiosi e rocciosi sui quali insiste. Del mio intervento, per le valutazioni di competenza, sono stati avvertiti immediatamente il Soprintendente di Ragusa arch. Calogero Rizzuto e i collaboratori del Sig. Sindaco di Santa Croce Camerina”.

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