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Sicurezza, il silenzio è dolo. Barone: “Presto nuovi vigili, ma serve lo Stato”

Spaccio, risse e intimidazioni nei confronti delle forze dell'ordine: ecco cosa succede

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Un problema non più differibile come la sicurezza – anche i buonisti si saranno convinti del fatto che l’accoglienza cittadina è una “fuffa” – andrebbe affrontato battendo i pugni e invocando soluzioni. Invece, all’indomani dei due video pubblicati da Santa Croce Web, e ripresi anche altrove, prevale lo scoramento. “Ma comu s’ha fari?”. Le pallottole spuntate dell’Amministrazione comunale (vedasi ordinanza anti-bivacchi) non riescono ad arginare un fenomeno in espansione, in cui alle bravate di giovanotti ubriachi (che ci sono sempre state) si aggiungono lotte intestine, a colpi di bottiglia e di coltelli, per avere il controllo di un fenomeno che tutti conoscono e tacciono: lo spaccio di droga. Anche il sindaco Giovanni Barone non nasconde la sua preoccupazione: “Temiamo che dietro le ultime risse ci siano degli interessi loschi da difendere. L’attività di spaccio è diventata notoria – segnala il sindaco – Un’interlocuzione col Ministero dell’Interno? Prima viene la Prefettura, non vogliamo scavalcare nessuno”.

Da quando è avvenuto l’insediamento del nuovo assessore, Patrizia Mandarà, si sta lavorando alacremente alla ricerca di un’ipotetica via d’uscita da quella che appare una situazione sempre più cristallizzata: “Stiamo organizzando l’assunzione a tempo determinato di nuove unità dei vigili urbani – annuncia il sindaco – che completeranno l’organico in dotazione e permetteranno di organizzare dei turni di controllo e vigilanza anche nelle ore notturne, specie durante il periodo natalizio. Queste persone dovranno rinforzare la cabina di regia che si occupa della gestione del sistema della videosorveglianza e muoversi nei luoghi strategici: da piazza Vittorio Emanuele a Via Solferino. Devono diventare un deterrente alla microcriminalità diffusa, ma anche un modo per tranquillizzare i cittadini per bene, che non devono sentirsi abbandonati”.

La microcriminalità si è annidata per le vie del paese: porta con sé paura, tensione, violenza, intimidazioni.  “Questi” minacciano anche le forze dell’ordine e non hanno alcuna remora nello scagliarsi contro gli agenti in divisa (un fatto relativamente nuovo, datato 15 settembre). Le immagini riprese dalla videosorveglianza fra via Carmine e viale della Repubblica, gli inseguimenti in via Canonica, a due passi dalla chiesa, sono l’emblema di un cambio nelle gerarchie: il territorio non lo “gestiscono” più i santacrocesi, che si rinchiudono in casa. Le sentinelle del malcostume sono la fonte del malcostume : “Scriveremo una lettera al Prefetto – prosegue il sindaco – Chiederemo una convocazione urgente perché la situazione sta degenerando. Qui bisogna capire che serve la presenza dello Stato. Santa Croce è diventata un grosso centro d’accoglienza abusivo. Nel centro storico e nelle case abbandonate, soggiornano innumerevoli soggetti clandestini. Noi abbiamo organizzato un censimento delle abitazioni, ma con le risorse in organico non possiamo fare molto. Bisogna richiamare l’attenzione su questo aspetto”. Al momento tutti i tentativi sono andati a vuoto: ma esiste un Prefetto? Esiste uno Stato?

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