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Il nuovo ospedale dedicato a Wojtyla è realtà: Musumeci taglia il nastro

A Ragusa grande cerimonia di inaugurazione. Reparti trasferiti entro un mese

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Ci sono voluti più di quindici anni, ma Ragusa finalmente il suo nuovo ospedale. O quasi. Dopo il taglio del nastro di questa mattina, cui hanno partecipato il governatore Nello Musumeci e l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, tutti i reparti dovrebbero essere trasferiti al Giovanni Paolo II entro la fine di novembre. Solo a quel punto il nosocomio sarà veramente operativo. Ma cosa sarà mai un mese d’attesa rispetto a quindici lunghissimi anni? Anche il presidente Nello Musumeci ha chiesto scusa ai ragusani per questo eccessivo ritardo: “Lo faccio anche e soprattutto a nome di chi mi ha preceduto, perché io sono presidente da soli 10 mesi e non credo di avere molte responsabilità. Ringrazio la direzione generale dell’Asp, che si è mossa in modo celere”.

Il Giovanni Paolo II, che sorge in contrada Cisternazzi, fra Ragusa e Santa Croce Camerina, potrà contare su 220 posti letto: “Non nascondo la mia gioia per questo passaggio che pone fine a una storia di immagine negativa della sanità ragusana. Con il Giovanni Paolo II, la sanità iblea avrà risposte di grande qualità” lo ha detto il Manager dell’ASP Ragusa, Salvatore Lucio Ficarra, che ha parlato di un percorso faticoso e molto impegnativo. “Sin dal mio insediamento, mi ha caratterizzato la convinta determinazione di fare tutto il possibile per aprire, e adesso ci vorrà circa un mese per portare tutti i reparti qui. Ma non abbiamo fretta, abbiamo a cuore solo gli interessi e la sicurezza di pazienti e operatori. Smettiamo di guardare agli errori del passato, andiamo avanti e cerchiamo ora di ottenere i finanziamenti che ci permetteranno di costruire un’altra ala nella quale sistemare i 4 reparti che rimarranno al Maria Paternò Arezzo di Ibla, per chiuderlo definitivamente come ospedale e lasciarvi solo gli ambulatori”. Oggi erano tutte presenti tutte le autorità civili e militari: dal commissario straordinario del Libero Consorzio di Ragusa ai sindaci dei dodici comuni iblei, passando per i deputati regionali al gran completo. Alla benedizione ha provveduto il vescovo, Carmelo Cuttitta.

Per il direttore generale “con questa apertura, oltre a dare un nosocomio nuovo e moderno all’intera provincia, si potrà ottenere un finanziamento dalla Comunità Europea di circa 30 milioni”. Il nuovo ospedale di Ragusa è destinato a diventare presidio ospedaliero di riferimento di I livello. Basti pensare che tutte le attrezzature della Radiologia sono digitalizzate, quindi qualsiasi attività che vi verrà svolta potrà essere trasmessa ovunque in modo certificato e in tempo reale, per consulti ed esiti immediati relativi alle specialità che Ragusa non ha, come neurochirurgia e cardiochirurgia.

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