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Il Consiglio litiga, la maggioranza traballa: passa il progetto sull’illuminazione

Una seduta di due ore, a tratti surreale. Approvati i tre punti all'ordine del giorno

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Ci sono due Consigli comunali: quello che decide e vota da un lato; quello che messaggia e recita dall’altra. Che raccontato ci darebbe una marea di click, soprattutto per il gioco riflesso dei capricci a cui dà adito. Ne parleremmo se non ci fossero di mezzo le sorti del paese (inviteremmo i cittadini a partecipare per godere dello spettacolo), quindi si evita. E si bada al sodo. Per cui, partiamo da alcuni dati di fatto: sono stati approvati i tre punti salienti all’ordine del giorno. Il primo riguardava alcune variazioni al bilancio previsionale 2018/20 (sono previste maggiori entrate – come illustrato dal ragioniere capo – da trasferimenti regionali e rimborsi di spese legali); il secondo una relazione sul progetto di finanza per la pubblica illuminazione (il consigliere Agnello, con una dura invettiva, ne ha criticato i tempi di gestazione eccessivamente diluiti nel tempo); il terzo un regolamento sulla compensazione di debiti e crediti per i contribuenti.

In mezzo un’altra votazione “ballerina” e non prevista: quella che, al termine della discussione sulla variazione di Bilancio, ha permesso l’approvazione di un atto di indirizzo in cui le opposizioni hanno chiesto (ma l’ultima parola spetta all’Amministrazione) di destinare i 1000 euro rimasti nel capitolo del Consiglio comunale all’acquisto di “una telecamera e di un treppiedi” (testuale) per la ripresa dei lavori in aula (“Tanto basta fare play e stop” asseriva Agnello). L’atto è passato col voto favorevole di Santodonato e Cognata, assieme a quello dell’opposizione, con l’astensione di Cappello e Candiano, e con il voto contrario di Mandarà, Galuppi e Giavatto. La stessa Galuppi ha chiarito che “il nostro voto non è dettato dalla proposta in sé, bensì dai modi, dai tempi e dal contesto in cui è stata formulata”. Segno, comunque, che nella maggioranza c’è ancora qualcosa da registrare.

Solo il project financing – una relazione che era stata già votata due volte in giunta (2016 e 2017) ma, seguendo le indicazioni di un parere legale, è stata “accolta” in Consiglio nonostante le perplessità di Agnello e Schembari – ha superato lo scoglio all’unanimità. Sebbene i consiglieri Mandarà, Galuppi, Giavatto, Cappello e Mandarà ci abbiano tenuto a evidenziare la presenza di alcune criticità che, magari, verranno corrette in corsa. E quindi, tutti felici e tutti complici. Tutti hanno vinto qualcosa. Ha perso solo chi non c’era. E non ha assistito alla parte più divertente del dibattito.

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