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Sotto una nuova luce: il project financing che cambia l’illuminazione pubblica

Il progetto ha un costo di due milioni e durata ventennale: cosa c'è da sapere

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E’ un progetto presentato nel 2016 quello di ammodernamento dell’impianto di pubblica illuminazione che qualche giorno fa, in Consiglio comunale, ha ricevuto l’ultima benedizione. Non il progetto in sé, quanto una relazione (redatta ai sensi dell’art. 34, comma 13 D.L. 179/2012, ora art. 34, comma 20 L. conversione 221/2012) a firma del RUP architetto Maurizio Arestia, presupposto fondamentale affinché il progetto di cui sopra – tecnicamente un project financing (una nomenclatura inglese che sta per “progetto di finanza”) – potesse vedere la luce e, da esso, si giungesse dritti a una gara di evidenza pubblica per l’assegnazione del servizio. Che prevede – e qui citiamo testualmente – “la gestione, l’esercizio, la manutenzione ordinaria, programmata e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione, ivi compresa la fornitura di energia elettrica, nonché la progettazione ed esecuzione degli interventi di adeguamento normativo, rifacimento, ristrutturazione, riqualificazione ed efficienza energetica degli impianti e conversione degli stessi con tecnologia led”.

Riassumendo: c’è una società, la Nuova Impiantistica srl, che un paio d’anni fa prepara un progetto ambizioso – costo 2 milioni di euro e durata ventennale – per illuminare Santa Croce come Dio comanda. L’Amministrazione Iurato, con una prima delibera di giunta, lo ritiene di “pubblico interesse”, tanto da convincere il Consiglio comunale dell’epoca a inserirlo nel piano triennale delle Opere Pubbliche redatto nel marzo 2017. Nel gennaio del 2018 il nuovo Consiglio conferma le vecchie indicazioni e il project financing rimane “in potenza”. A trasformarlo, lentamente, “in atto”, intervengono alcuni passaggi fondamentali, come la relazione di Arestia, quella sopracitata, che fa riferimento a un quadro più ampio, ossia quello riguardante “i servizi pubblici locali di rilevanza economica, al fine di assicurare il rispetto della disciplina europea, la parità fra gli operatori, l’economicità della gestione e di garantire adeguata informazione alla collettività di riferimento”.

I protagonisti di questo articolato iter, che vede la luce dopo un anno e mezzo di dibattito all’interno della maggioranza (e di questo alcuni consiglieri d’opposizione si sono lamentati durante il Consiglio comunale di lunedì, nonostante si sia giunti a un’approvazione unanime), sono gli uffici (i dipartimenti coinvolti hanno espresso parere favorevole), la società che ha presentato il progetto e il piano economico-finanziario, e ovviamente la politica. Che ha dato il suo ok. Adesso si può procedere. L’affidamento del servizio di pubblica illuminazione a una società esterna – la Nuova Impiantistica Srl, in quanto progettista, vanta il diritto di prelazione, ossia la possibilità di pareggiare qualsiasi offerta e aggiudicarsi la gara – è dettata da una convinzione profonda: il Comune risparmierà sui costi di manutenzione e, in termini di prestazioni, aumenteranno i vantaggi per la collettività.

Ma in cosa consiste il progetto vero e proprio? Nell’adeguamento e nell’incremento della dotazione infrastrutturale, e nel tentativo di garantire un importante risparmio energetico mediante la sostituzione di tutte le sorgenti luminose attualmente esistenti con nuovi corpi illuminanti al led ad altissimo rendimento luminoso. Ma non si interverrà soltanto su ciò che già esiste, e che funziona male. Perché nel progetto è prevista la realizzazione di nuovi impianti di illuminazione pubblica in strade allo stato non illuminate (ad esempio, grossi tratti della Santa Croce-Punta Secca), nonché la sostituzione completa di alcuni impianti esistenti allo stato obsoleti e precari. Verrà ridotto l’inquinamento luminoso e ottico, mediante l’efficientamento di lampade e apparecchi; ci sarà un risparmio energetico del 60%; e anche la circolazione stradale diventerà più sicura. Una rivoluzione “in fieri” che è appena cominciata.

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