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Il dibattito a scuola sul ruolo dell’Avis: Mandarà risponde agli studenti

"C'è bisogno anche di chi non può donare. Il volontariato muove tutto"

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L’Avis di Santa Croce Camerina da qualche anno è impegnata a diffondere la sua missione cercando di coinvolgere in primis i giovani. Per questo motivo, il presidente Guglielmo Pagano, Giuseppe Stamilla e Salvatore Mandarà, “ambasciatori del sangue”, sabato scorso sono entrati, accompagnati dalla dirigente scolastica prof. Antonella Rosa, nella scuola camarinense e hanno raccontato agli studenti che cos’è l’Avis. Con i ragazzi c’è stato un vero e proprio dialogo fatto di domande, dubbi e curiosità. La visione di un mondo costruito contro le devianze giovanili, sulla cittadinanza attiva e sul volontariato, hanno reso il dibattito ricco di interesse e di domande.

“La donazione di sangue comporta dei rischi per la salute?”
Assolutamente no! – risponde Mandarà – La quantità di sangue prelevata è minima rispetto alla quantità totale del sangue circolante, in modo che l’organismo compensa rapidamente la perdita. Ad ogni prelievo viene sottratta una quantità di sangue che determina un calo temporaneo del volume totale di liquido presente nei vasi sanguigni. Una persona in buona salute che abbia almeno 50 kg di peso, sopporta questi fenomeni.

“Quali sono i gruppi sanguigni più richiesti?”
Per rispondere in modo adeguato a questa domanda, bisogna tener presente vari aspetti. La richiesta di sangue è variegata e dipende da tantissimi fattori come: la presenza sul territorio di reparti di chirurgia (spesso richiedono molto sangue), la presenza di persone affette da talassemia e la richiesta di plasma ed altri emoderivati. L’obiettivo dell’associazione è costruire una base molto ampia di donatori che all’occorrenza, in base al gruppo sanguigno richiesto in quel momento, rispondano alla chiamata e possano donare quel sangue che fino ad oggi la scienza non è riuscita a riprodurre.

“Cos’è la donazione di plasma mediante aferesi?”
Oggi è possibile effettuare diversi tipi di donazione: oltre a quella tradizionale di sangue intero, si possono effettuare donazioni mirate (dette aferesi) dove solo alcuni dei componenti del sangue vengono prelevati. Nell’aferesi, attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessità (plasma, piastrine…) restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra il sangue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente.

“Non posso donare il sangue, ma vorrei comunque essere utile all’Avis, cosa posso fare?”
Anche se per qualche motivo non ti è possibile donare il sangue, puoi fare molto per aiutarci: piccoli gesti di poco ma prezioso impegno oppure un volontariato più intenso. Ad esempio, se non puoi donare in prima persona, prenditi l’impegno di farlo fare ai tuoi genitori, ad un amico, un parente. Se invece hai del tempo da dedicare all’Avis, fatti avanti, perché il volontariato in Avis è il cuore ed il motore dell’associazione.

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