Uccise la suocera a Santa Croce Camerina: Maurici condannato a 16 anni

Le decisione della Corte d'Assise d'Appello di Catania. Il cadavere mai ritrovato

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Ha ucciso la suocera: con questa accusa la Corte d’assise d’appello di Catania, presieduta da Rosario Cuteri, ha confermato la condanna di Giuseppe Maurici, 51 anni (difeso dagli avvocati Gino Ioppolo e Franco Ruggeri), alla pena di 16 anni per l’omicidio della suocera, scomparsa nel nulla a febbraio del 2005 da via Belle, a Santa Croce Camerina. La pubblica accusa era rappresentata dal procuratore generale, Mariella Ledda mentre le parti civili – una delle figlie della donna e i nipoti – erano rappresentate dagli avvocati Enzo Trantino e Fabrizio Cavallo.

Il cadavere della donna non è stato mai ritrovato. Nel 2015, a dieci anni dalla scomparsa dell’anziana che all’epoca aveva 79 anni, vennero riavviate le ricerche in un fondo agricolo: la Squadra mobile di Ragusa assieme ai tecnici della Scientifica ed al nucleo cinofili non trovarono però nessuna traccia significativa. Il movente, secondo l’impianto indiziario che ha portato alla condanna dell’uomo sia in primo grado, nel giugno del 2016, dinanzi alla Corte d’Assise di Siracusa sia in Appello, sarebbe da ricercarsi nei soldi. Da un libretto di risparmio intestato alla anziana e su cui aveva la delega ad operare anche il genero, il giorno prima della scomparsa della donna, Maurici avrebbe prelevato 46 mila euro in contanti. Anche questo particolare ha indotto i giudici a pronunciarsi per la condanna dell’uomo che e’ stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici.

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