Il destino della serra di via Rinzivillo: all’interno dieci stand espositivi

Tra gli obiettivi la riqualificazione del centro storico e l'azzeramento del bivacco

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Un avviso pubblico apparso sul sito del Comune di Santa Croce Camerina, e rilanciato dal sindaco su Facebook, invita tutti gli operatori economici “interessati a promuovere e pubblicizzare i prodotti del territorio, a presentare manifestazione d’interesse per la realizzazione di questa iniziativa che si realizzerà nei mesi di gennaio e febbraio” sotto la struttura serricola di via Rinzivillo, predisposta da circa un mese (intanto la plastica è stata danneggiata) lungo la stradina che collega piazza Vittorio Emanuele e via Caucana. Si tratta di un progetto sperimentale di riqualificazione del centro storico, che l’Amministrazione comunale aveva già avanzato nello scorso mese di marzo, quando all’interno della serra fu organizzata la prima edizione del nuovo corso della Fiera di San Giuseppe, una mostra orto-floro-vivaistica per la festa del patriarca. I dieci stands espositivi che saranno allocati in via Rinzivillo sono destinati al settore commercio-artigianato ed a quello ortofrutticolo-alimentare-gastronomico. Le manifestazioni d’interesse dovranno essere recapitate al Comune entro e non oltre il 15 gennaio.

La fruizione di questo spazio, che nel periodo natalizio è rimasto praticamente vuoto ad eccezione di un paio di giorni, quando all’interno si sono tenute una tombolata di beneficenza e una manifestazione legata alla Befana, è stato oggetto di numerose critiche da parte dell’opposizione e di un gruppo di cittadini: sia per il costo (1500 euro) che per le finalità, rimaste a lungo avvolte nel mistero. Solo il sindaco Barone, alla vigilia del nuovo anno, aveva spiegato in un video che “la serra segna l’inizio di un percorso di sviluppo di Santa Croce. Evidentemente non piace a qualcuno. Da un lato ai leoni da tastiera che scrivono senza sapere, dall’altro a chi in questa via era abituato a bivaccare e adesso non potrà più farlo. Bisogna restituire questa strada alla pubblica fruizione, può rappresentare anche l’inizio di un percorso d’integrazione fra le etnie presenti sul territorio”. In quella porzione di centro storico – è noto ai più – non insistono abitazioni private, ma locali commerciali ad uso e consumo della popolazione straniera, che era solita riunirsi nel vicolo, anche nelle ore pre-notturne, per attività poco edificanti, nonostante il divieto di bivacco (come da ordinanza sindacale).

IL VIDEO DEL SINDACO DALLA SERRA

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