L’esperienza di un medico in corsia. Emanuele Caggia presenta “Camice rosso”

Il nuovo libro del dirigente medico del reparto di Neurologia del Paternò Arezzo

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E’ stato presentato sabato, presso il castello Aragonese di Comiso, il libro “Camice Rosso” del dottor Emanuele Caggia, dirigente medico del reparto di Neurologia dell’Ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa. Il libro fa parte della collana saggistica “Officina delle idee” della Casa Editrice Kimerik. A moderare è stata la giornalista Valentina Maci (moglie del dott. Caggia), che per necessità dell’ultimo momento ha dovuto sostituire la giornalista Franca Antoci, assente per motivi di salute. Presente, anche se influenzato, invece il prof. Francesco Pira che ha firmato la prefazione del libro. Pira, saggista e giornalista, è professore di comunicazione e giornalismo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Coordinatore Didattico del Master in “Manager della Comunicazione Pubblica” e docente di comunicazione pubblica e d’impresa presso lo IUSVE l’Università Salesiana di Venezia e Verona.

“Camice Rosso è nato nell’estate del 2018 durante un breve periodo di ferie – ha raccontato l’autore – in seguito alla notizia dell’ennesima aggressione ai danni di medici, avvenuta a Crotone. In realtà nessuno di noi medici ammette mai di essere in corsia. Anche se non ci sei fisicamente, la testa resta lì. E’ nato in una veranda al mare, nelle prime ore del giorno, quando tutti riposavano. Oltre al computer e al the del mattino mi faceva compagnia la brezza marina. Questo libro si rivolge, fondamentalmente, a tutti gli utenti del sistema sanitario nazionale. Partendo dall’analisi del rapporto medico-paziente, si articola attraverso esperienze personali e analisi del contesto per cercare di spiegare, in modo semplice ed intuitivo, cosa c’è dietro le quinte. “Che sta succedendo?” mi sono chiesto. “Come è cambiata la professione medica, dal vecchio “barone” ai nuovi eroi del pronto soccorso?”. “Come mai non si riesce più a comunicare, in modo corretto, e a creare rapporti di rispetto con tutti e verso tutti?”. A questi interrogativi ho cercato di rispondere nella mia riflessione, condotta con ferrea logica e, soprattutto, con profonda umanità. L’umanità è la cifra, che caratterizza l’intero mio percorso. Emergono i dubbi, le gioie, le incertezze, le paure legate a un professionista che, quando si alza e va a lavorare, sfidando ogni giorno tutte le avversità, pensa solo a una cosa: essere di sollievo agli altri e salvare quante vite umane possibile”.

Secondo il professor Francesco Pira “il pregio di questo testo è da ricercare nell’assoluta onestà intellettuale e nella grande umanità con cui l’autore restituisce ai lettori un’analisi puntuale della professione medica, non trascurando i casi di malasanità, i tagli al personale nelle strutture pubbliche e i turni massacranti, le discrepanze tra pubblico e privato, la crisi del rapporto tra medico e paziente, rintracciandone le motivazioni profonde sia nel sistema sociale da tutto e subito, sia in una sua spersonalizzazione, in quanto l’esercizio di questa professione non può essere percepito solo come una semplice erogazione di prestazione”. Certo, in una società in cui trionfa il dott. Google, con il paziente indottrinato da “fake news ” e dal web, il compito del medico diventa arduo: ma non si può certo abbassare la guardia. Se poi aggiungiamo l’emotivismo, la realtà si fa più complessa: non si tratta di emozioni, legate al cuore, ma alla rabbia, alla disperazione, alla delusione con cui pazienti e parenti si affidano alla pancia, a reazioni istintive, di fronte al disagio sanitario (i 50.000 infermieri mancanti nel sistema sanitario nazionale o la negatività di qualcosa che inceppa la catena diagnostica e di intervento dal pronto soccorso in su)”.

La serata è stata impreziosita anche dagli interventi qualificati del dott. Calogero Termini (ex direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Ragusa), del dott. Raffaele Elia (Direttore Sanitario dell’ospedale S.Elia di Caltanissetta) e dalla lettura di alcuni passi a cura della prof/ssa Pinuccia Gambina (presidente associazione culturale “Yomisus”), che hanno registrato una grande attenzione del numeroso pubblico presente nei locali del castello. Da registrare infine la presenza dell.On Marialucia Lorefice (Presidente XII Commissione Affari Sociali) che con il suo intervento ha voluto sottolineare il grande lavoro svolto dal dott. Caggia. “Un testo che si contraddistingue anche per la semplicità del linguaggio e che consiglio a tutti di leggere, in particolare a chi medico non è. Un libro che trasmette emozioni, che tocca i cuori”.

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