Un bel presepe va sempre di moda: dimostrazione degli artigiani in biblioteca

Fantasia e manualità. I ragazzi e l'ammirazione per un'arte che torna a galla

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Il presepe, rappresentazione dell’evento che ha segnato il corso dell’umanità, appartiene a un’antichissima tradizione religiosa che non è solo un simbolo dell’identità cristiana ma, nei secoli, si è trasformata in autentica tradizione popolare. “Anche quest’anno Santa Croce Camerina è diventata la sede ideale in Sicilia per un confronto sulle innovazioni – dice Giuseppe Fiaccavento, referente per la Sicilia Orientale – Le tecniche e i materiali usati per realizzare veri e propri capolavori, ivi comprese le statue di Francesco Sciannameo”.

“La realizzazione di un presepio declinata nelle infinite scenografie, ci consente – continua Fiaccavento – di sviluppare fantasia e manualità e dopo esserci cimentati con la prospettiva, la pittura, l’illuminazione, la piccola falegnameria, si materializza ciò che si era pensato e ci si emoziona ad ammirarlo”. “La soddisfazione ripaga ampiamente per l’impegno profuso e per bellezze artistiche realizzate – dice il sindaco Giovanni Barone – L’orgoglio locale non può che non vederle esposte nel museo civico santacrocese”.

Entusiasti gli alunni delle scuole medie inferiori dell’istituto Psaumide di Camarina, che stamattina hanno visitato la mostra accompagnati dai loro docenti e dai volontari del servizio civile nazionale che operano in biblioteca. La mostra continuerà fino a domenica 10 febbraio per mettere in luce i capolavori di Peppe Longo, Tino Colombo, Federico Noto, Nino Calamia, Eduardo Cosentino, Danilo Ferrara, Simone Leonardi, Roberto Iacono, Alberto Rutella, Francesco Stellato Gianfranco Cupelli e Rosario Monteleone. “Mi piace pensare che queste opere umili – ha dichiarato Giulia Santodonato, assessore alla Pubblica istruzione – riescano a rasserenare l’animo e a diffondere il messaggio di pace e di fratellanza a chi, anche se per pochi minuti, si ferma ad ammirarne la bellezza, faticosamente ricercata, nell’intimità ovattata di una mostra”.

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