L’opposizione in punta di fioretto: “Giavatto una figura mitologica”

L'invito al sindaco di liberarsi del suo vice. Nel mirino anche il presidente del Consiglio

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“Siamo rimasti in tre… Ahi ahi ahi… Parafrasando una famosa canzone di Modugno con Ciccio e Franco, rendiamo noto ai santacruciari che ieri sera la maggioranza, si è definitivamente sfaldata”. Comincia così la nota di Liberi di Scegliere e API, i due gruppi che siedono fra i banchi dell’opposizione e rappresentati da Agnello, Schembari, Gambino e Zisa. Che tornano sulla costituzione del gruppo “Insieme”, puntando il dito (come avviene da inizio legislatura) contro il vice-sindaco e il presidente del Consiglio: “Quattro i consiglieri che ufficialmente sono rimasti fedeli al sindaco, mentre altri tre formano il gruppo “Insieme”. La maggioranza, al suo interno, ha una minoranza così tanto arrabbiata e incongruente, da sbattere la porta in sala Giunta e romperla nel vero senso della parola. La domanda sorge spontanea: “Insieme” per fare cosa? Per far trattenere ancora una volta il Sindaco “ostaggio” delle loro esigenze? Oppure per ripararsi, come ha scritto la cons. Galuppi, dal fuoco amico? Emerge prepotente un dato su tutti: ieri sera si è consumata l’ennesima sconfitta del duo che ha caratterizzato finora negativamente l’azione di questa Amministrazione: l’assessore-vicesindaco-consigliere Giavatto (uno e trino, unico in tre persone) e la sua pluripropagandata farmacia comunale, mai richiesta alla Regione perché non si può fare per legge. Dopo circa un decennio lo stesso, ieri sera, borbottava con se stesso, senza mai prendere ufficialmente la parola in Consiglio per evitare di rispondere ai legittimi, motivati oltre che precisi interventi della minoranza”.

Poi l’invito al sindaco, che viene chiamato in causa ma mai (nella nota) scalfito dall’invettiva: “Sig. sindaco la invitiamo a disfarsi in tempi brevi di questa figura mitologica, che sta portando alla deriva non solo la sua Amministrazione, ma l’intero paese. L’altro personaggio che paga pegno è il Presidente del Consiglio che si è nascosto sotto mentite spoglie, come ha sempre fatto nella sua attività “parapolitica”, e dietro le azioni degli uffici, senza mai assumersi le responsabilità del suo ruolo che dovrebbe essere imparziale ma che di fatto non lo è mai stato. Questo strano modo di fare politica ormai noto a tutto il paese non è più tollerabile né giustificabile. E’ giunto il momento di ridare dignità al Consiglio comunale. Auguri e buona legislatura”.

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