Stefania Campo insiste: “Quel muro non è ammesso. Mancano i controlli”

La deputata regionale dei Cinque Stelle, su Facebook, innesca la polemica

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Non è bastata la nota di qualche giorno fa. Stefania Campo rilancia. La deputata dei 5 Stelle, su Facebook, è tornata sulla questione Torre di Mezzo. E su quel muro che interrompe il percorso delle Tre Torri, che parte da Punta Braccetto e, nelle intenzioni paesaggistiche e naturali, dovrebbe giungere fino a Punta Secca: “Muri e recinti a ridosso dal mare non si possono fare – ribadisce la Campo, postando su Facebook l’ennesima testimonianza fotografica – Le norme ci sono, a 150 metri dalla battigia non si può costruire nulla se non opere che servano per la fruizione diretta del mare. Quindi costruzioni in cemento, muri ecc non possono essere costruiti. Per ogni altra opera fuori 150 metri ma sul demanio, ci vuole l’autorizzazione della soprintendenza. Qua siamo nei luoghi del Commissario Montalbano e nonostante l’importanza turistica del sito mancano i controlli e la repressione degli abusi”. La Campo ha anche ottenuto un accesso agli atti alla Regione. E constatato di persona come quel muro non sia contemplato in nessun documento ufficiale. Il vice-sindaco Giavatto l’ha invitata a fare una passeggiata insieme per un sopralluogo, il sindaco Barone qualche giorno fa, dalle colonne de “La Sicilia”, aveva anticipato una richiesta di chiarimenti alla Capitaneria. E aveva detto: “Giù le mani da Santa Croce”.

Fonte La prima denuncia di Stefania Campo L invito del vicesindaco Giavatto

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