Tromba d’aria a Randello: distrutti 30 ettari di serre. La conta dei danni

Catalano (Coldiretti): "La situazione per i produttori ragusani è insostenibile"

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Trenta ettari di serre distrutte. La conta dei danni è appena cominciata ma Massimo Catalano, il presidente della sezione della Coldiretti di Ragusa, non lascia trasparire ottimismo all’indomani della tromba d’aria che ha spazzato via parecchie coltivazioni da contrada Randello a Scoglitti, in un territorio che lambisce Santa Croce e numerosi produttori agricoli: “Quello che è certo è che questo ulteriore colpo va a indebolire un reparto già debole ed esposto alle dure leggi del mercato. Non dimentichiamo che i colpi del cambiamento climatico, nel Ragusano, sono ormai cifra frequente – ha detto Catalano a “La Sicilia” -. Il 24 febbraio c’è stata una tempesta di vento che ha segnato le campagne, la situazione per noi imprenditori agricoli è insostenibile. La politica non deve voltarci le spalle e assumersi le proprie responsabilità”. E’ andata meglio, rispetto al 15 aprile dello scorso anno, a Giuseppe Campo, un imprenditore che ieri mattina ha visto il vento tagliare da punto a punto la sua coltivazione di pomodoro ciliegino: “Di più di mille metri di serre in ferro – racconta – stavolta devo rifarne la metà. Poco male, per usare un eufemismo, rispetto a un anno fa quando il vento mi era costato ben 30 mila metri di serre”. E 200mila euro di spese. Nulla rispetto alle 6mila (circa) di ieri. La situazione è ancora in evoluzione.

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